Lo ammetto: ho usato il copia-incolla, come un qualsiasi bimbetto che fa le ricerche copiando Wikipedia. Ma il fatto è che – al netto della mia ignoranza del francese – non sapevo nemmeno come si scrivesse, il nome di  Aurélien Enthoven. Che non è difficilissimo, ma come tutte le cose sconosciute è una sfida alla cervice del pigro.

Molto più facile ricordare il nome della mamma del ragazzo, se non altro perché italiana. Si tratta di Carla Bruni, e qui casca l’asino. Nel senso che abbiamo di fronte uno degli esempi più fulgidi di conclamato narcisismo egocentrico di natura latina che si sia mai creato in natura. In questo caso, poi, unito al mammismo.

Cotanta madre non poteva che spingere il figlio sulla sua stessa strada. Non riesco a immaginare altra spiegazione, per lo straordinario caso di un diciottenne che  per classica rivalsa tardoadolescenziale decide di fare il contrario di quel che sente dire in famiglia. Dice: e allora? Allora niente, solo che il ragazzo ha invaso i media italiani con i suoi pensierini. Il patrigno è conservatore? Lui lo è ancora di più, e beccati questa. È europeista? E a lui piace da matti la Le Pen, che è pure bionda mentre Carla e Nicholas sono di incarnato scuro. Ecco allora che Aurélien assurge automaticamente ad opinion leader di mezzo mondo, almeno stando ai siti cui poi vanno dietro i giornali che vanno per la maggiore e quindi i telegiornali e pertanto ancora i siti e allora inevitabilmente i giornali  che vanno per la maggiore ed ineluttabilmente i telegiornali. Manco si trattasse di una Chiara Ferragni qualsiasi, la dilettante. Cantava quello: “Meno male che c’è Carla Bruni”.

Ora, nella mia ignoranza del francese e nella mia pigrizia cerebrale, spenta la tv, ho aperto un quotidiano stampato sulla carta. Del giovanotto nemmeno una parola. Era pieno di cose interessanti: la situazione in Sud Sudan (stanno confermando la sharia); i centomila migranti respinti da Trump al confine con il Messico (persino Washington ora parla di “crisi umanitaria”); l’allarme in Libia per l’intensificarsi di arresti e rapimenti (governo italiano, dove sei?). Il mondo gira, mentre qualcuno resta vittima del proprio solipsismo.

Questa boccata d’ossigeno me l’ha data l’Osservatore Romano, che ai tempi del fascismo pubblicava gli Acta Diurna e dava ai lettori i fatti invece delle buffonate che si trovavano altrove. Forse sarà anche per questo che la Chiesa dura da secoli.

P.S.. Mentre scrivo la mia figlia adolescente sta guardando la tv. Anche lei ha le sue opinioni, spesso diverse dalle mie. Ma al circo mediatico delle sue opinioni non interessa un tubo. Per fortuna: magari crescerà felice.

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