Ragionando sulla possibile presenza politica di un nuovo soggetto politico, si valuta opportuno che venga elaborato un nuovo modello di mediazione politica che sostituisca il presente e innovi rispetto al passato.

Il punto di partenza del ragionamento è che i fattori produttivi tradizionali non sono più le principali leve del motore economico. La prova è che le disuguaglianze economiche e sociali, con i relativi effetti politici, non coincidono più con le istanze del movimento rivendicativo caratterizzato dalla lotta della classe operaia.

Si è, cioè, esaurita da anni la mediazione politica avvenuta tra i ceti produttivi da un lato e dall’altro il ceto operaio e contadino dell’Italia della crescita economica e sociale.

E’ in essere e in divenire una nuova mediazione politica che guarda a nuovi soggetti economici e sociali .

E’ saltato il vecchio nesso tra i luoghi della produzione ed i gruppi sociali ad essi collegati. Salvo rari casi, nel sistema della produzione, non c’è più la catena di montaggio nè le economie di scala di tipo fordista.

Ne discende che nuovi corpi intermedi, quindi nuovi soggetti politici sono chiamati a formulare e a gestire la nuova mediazione politica; mediazione che deve “guardare” (De Gasperi) alla globalizzazione (non coincidenza tra luoghi di lavoro e centri di governo aziendale); alla diffusione dell’intelligenza artificiale ; alla finanza speculativa (mercati internazionali slegati dal senso di responsabilità sociale); al malessere sociale (fenomeno generalizzato nei principali gruppi sociali, così che si può parlare di malessere interclassista) e alla sostenibilità ambientale quale bene comune.

La nuova mediazione non può basarsi (lezione appresa dalla crisi internazionale del 2008) solo sul mercato e sulla logica dell’efficienza; cioè sulla delega al mercato della crescita della ricchezza.

Inoltre, il diffondersi dell’intelligenza artificiale impone una nuova sintesi politica a livello internazionale (un paese da solo non può farcela) per ancorare alle ragioni della democrazia un fenomeno economico e sociale, che sovrasta il singolo individuo e la comunità. Infatti, la diffusione dell’intelligenza artificiale e la sua robotizzazione condizionano il nostro mondo relazionale.

Il lavoro e la vita privata di milioni di persone possono cambiare così radicalmente che potremmo diventare sudditi di un “monarca”, privo di un’anima politica, in grado di minare alle radici la libertà e la democrazia.

L’evoluzione tecnologica, il mondo produttivo digitale e globale, il mercato finanziario internazionale, la tutela dell’ambiente impongono una mediazione politica che faccia coesistere lo scambio economico, la redistribuzione dei redditi, la solidarietà in una forte e solida legittimazione democratica.

Roberto Pertile

 

Intervento pubblicato su il Domani d’Italia  http://www.ildomaniditalia.eu/pertile-il-bisogno-di-una-nuova-sintesi-politica/

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