La missione dei comuni: accogliere e integrare. E così l’area-immigrazione dell’Anci si occupa delle materie relative all’accoglienza, integrazione e gestione dell’immigrazione. L’obiettivo è garantire il raccordo interistituzionale tra amministrazioni centrali, regionali e comuni. Fornendo supporto tecnico operativo all’azione degli organi, degli organismi e del delegato Anci. Procedendo all’istruttoria, all’aggiornamento e all’approfondimento di tutte le tematiche tecniche, normative, regolamentari e più in generale di politica pubblica, per le materie di propria competenza. L’area-immigrazione dell’Anci rappresenta gli interessi dei comuni ai tavoli, ai comitati e agli osservatori istituzionali dedicati alle materie dell’immigrazione. Assicurando assistenza tecnica alla commissione immigrazione e politiche per l’integrazione e ai relativi gruppi di lavoro. Il dipartimento dell’Anci per l’integrazione e l’accoglienza ha come compito la gestione dell’immigrazione. A partire da rilevanti interventi progettuali, finanziati con fondi europei o nazionali. Inclusi i complessi e articolati partenariati territoriali nei quali i comuni hanno un ruolo centrale.
Il presidente dell’Anci, Gaetano Manfredi ha indicato gli obiettivi dell’accoglienza all’assemblea nazionale a Bologna. “In Italia solo 20 comuni non ospitano neanche un cittadino straniero – spiega Manfredi-. E’ la fotografia di un Paese che continua a cambiare e che deve fare dell’accoglienza e dell’integrazione un elemento di forza, non di frizione. Per la nostra economia, chi viene in Italia è ormai un’energia indispensabile. Ma l’integrazione è un tema che tocca anche chi, nato in Italia, pur parlando la nostra lingua e frequentando le nostre scuole, non è ancora formalmente italiano”.Quindi, aggiunge il presidente dell’Anci, “difendere l’idea di una Repubblica fondata su diritti inalienabili significa garantire che i servizi e le opportunità non conoscano barriere di origine o condizione”. Per approfondire la questione dell’immigrazione occorre ampliare il quadro. All’inizio del 2025 abbiamo impresso al Piano Mattei un ulteriore salto di qualità attraverso la più strutturata integrazione con la strategia europea del Global Gateway. È una scelta che permetterà di avere più risorse a disposizione“, precisa il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri. Alfredo Mantovano è intervenuto all’evento “Piano Mattei per l’Africa e Global Gateway: un nuovo modello per le relazioni Europa-Africa” al Parlamento europeo.
Italia-Ue
“La determinazione nel procedere in questa direzione – precisa Alfredo Mantovano – è emersa fin dal vertice che si è tenuto a Roma lo scorso 20 giugno, co-presieduto da Giorgia Meloni e da Ursula von der Leyen. Lì è stato formalizzato questo cambio di passo”. Aggiunge il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio: ”All’esito del vertice sono state siglate 11 intese. Ed è stato annunciato un finanziamento complessivo pari a 1,2 miliardi di euro per infrastrutture energetiche, digitali e agroalimentari. Il legame tra Piano Mattei e Global Gateway si è già strutturato anche sul piano organizzativo. Per rafforzare le sinergie sin dal gennaio di quest’anno un funzionario della Commissione Europea è in distacco alla struttura di Palazzo Chigi incaricata dell’attuazione del Piano”. Intanto trasformare le nuove sfide globali in opportunità per le persone e i territori, creando valore sostenibile rivolto al mondo del lavoro, alla comunità e agli stakeholder. Con questa visione Umana, tra le principali Agenzie per il Lavoro in Italia, ha redatto anche quest’anno un bilancio di sostenibilità. Ciò “è molto più di un esercizio di rendicontazione“, precisa Maria Raffaella Caprioglio, presidente di Umana. Si tratta, infatti, di un momento collettivo che ci permette di osservare il percorso compiuto e ciò che ancora desideriamo realizzare”.
Risposte urgenti
Il tema dell’immigrazione, quindi, assume un rilievo fondamentale anche per poter dare risposte in termini di manodopera qualificata. “Stiamo cogliendo appieno queste nuove sfide – sostiene Giuseppe Venier, amministratore delegato di Umana -. Nel 2024 è nata l’Area Specialistica Integrazione per favorire la formazione e l’inserimento di lavoratori stranieri nelle imprese. Sia di coloro che sono già presenti nel nostro Paese, sia favorendo nuove forme virtuose di ingresso”. Un esempio concreto è il Progetto Ghana, un’iniziativa sviluppata in collaborazione con Confindustria Alto Adriatico, le istituzioni ghanesi e diverse realtà formative e imprenditoriali. Il piano prevede la selezione e la formazione specifica di lavoratori in Ghana e un ulteriore processo formativo, anche della lingua italiana, nel nostro Paese. Il progetto consentito l’assunzione di lavoratori qualificati in numerose aziende del territorio nazionale. Attenzione particolare anche ai temi dell’equità e dell’inclusione. In Umana le donne rappresentano l’85% dei dipendenti e, nel 2024, l’89% delle nuove assunzioni, con il 75% di queste che hanno meno di 30 anni. Il report evidenzia anche le azioni di welfare del gruppo. Dal 2021 sono stati erogati 4,8 milioni di euro in servizi, insieme a strumenti di assistenza e consulenza dedicati ai dipendenti.
Giacomo Galeazzi
Pubblicato su www.interris.it