Site icon Politica Insieme

Addio a “venga avanti dottò”

Ci mancherà quel “venga avanti dottò” del parcheggiatore abusivo.

Quante lauree honoris causa abbiamo ricevuto, soprattutto nelle grandi città. Dottori a Roma, dottori a Napoli, dottori a Milano: tutti laureati, anzi, parcheggiati con lode. Bastava un cenno della mano, un invito a sterzare, se necessario a lasciare le chiavi, e prendevi la laurea. Nemmeno in tante università telematiche avviene così in fretta.

Ebbene, ora il Governo ha deciso: basta. La pacchia è finita per la più antica università itinerante d’Italia. In un impeto di efficientismo che non si vedeva dai tempi del Ponte sullo Stretto, l’Esecutivo ha trovato il tempo di occuparsi dei parcheggiatori abusivi. Non dei parcheggi assolutamente carenti e necessari in tante.

Sarebbe stato banale fare i parcheggi pubblici. Quelli veri, di scambio con le stazioni ferroviarie, con  le sbarre, il parchimetro che funziona e che porta pure qualche spicciolo nelle casse dei Comuni, togliendo un po’ di auto in seconda fila. Troppo facile. Troppo utile.

Meglio colpire il fenomeno alla radice: persino Daspo cittadino, per i recidivi anni di carcere e multe da migliaia di euro. Una severità esemplare. Del resto è risaputo, le indagini dell’Agenzia delle entrate lo confermano: i parcheggiatori abusivi sono pieni di soldi. Dichiarano al fisco molto più di gioiellieri, macellai e professionisti con la Porsche intestata a qualcun altro. Sono loro il vero buco di bilancio. Era ora che qualcuno li mettesse in riga.

Siamo all’ennesimo Consiglio dei Ministri che riscrive il Codice della Strada, ma senza mai sfiorare il dettaglio della sicurezza vera, quella sulla rete ordinaria e autostradale, dove si muore davvero. Ma vuoi mettere la soddisfazione di sistemare il parcheggiatore?

E qui arriva la chicca, la contraddizione che rende tutto più gustoso. La stessa Giorgia Meloni che tuonava contro i monopattini, simbolo del degrado mondialista e del complotto dei giovani che non vogliono faticare, oggi ci regala la norma capolavoro: d’ora in poi i Comuni potranno pure farli parcheggiare sui marciapiedi.

Un’idea geniale. Per regolarizzare la sosta selvaggia, la legalizziamo sul marciapiede. Così il pedone, già impegnato a schivare buche, tavolini abusivi e parcheggiatori ex-dottori ora disoccupati, potrà fare slalom anche tra i monopattini.

Insomma, avanti tutta. Meno dottori improvvisati, più monopattini sui marciapiedi.

 

Exit mobile version