Il presidente Donald Trump ha dichiarato che rimuoverà immediatamente Lisa Cook, funzionaria della Federal Reserve, dal suo incarico. Una decisione che fa parte della battaglia che ha intrapreso contro la Banca centrale americana e che sta già andando avanti da un pezzo con continui insulti ed inviti alle dimissioni rivolte al Presidente dell’ente pubblico finanziario più importante al mondo, Jerome Powell.

Trump ha inviato alla Cook -uno dei sette membri del consiglio di amministrazione della Fed e la prima donna afroamericana a ricoprire tale ruolo- una lettera per informarla che  vi sono “ragioni sufficienti” per ritenere che avesse rilasciato false dichiarazioni sui contratti di mutuo e ha citato i poteri costituzionali che, a suo dire, gli consentivano di rimuoverla. In risposta, la Cook ha dichiarato che Trump non ha l’autorità di licenziarla e che non si dimetterà. Il suo avvocato ha dichiarato che la sua cliente adotterà tutte le misure necessarie per impedire che vada avanti quella che è considerata un’azione illegale.

La decisione di licenziare Cook  è ritenuta senza precedenti nei 111 anni di storia della banca centrale che ha sempre goduto di un’ampia autonomia. E’ quell’autonomia che adesso Trump vuole comprimere perché ha bisogno che la Fed non continui con la sua fermezza e determinazione a contrastare l’inflazione. Il Presidente americano, che pure aveva nominato Powell nel corso del suo primo mandato, ha assolutamente bisogno che vengano allentati i “cordoni della borsa” ritenendo che l’inflazione non costituisca un reale pericolo e potere così far quadrare quei conti che ancora non tornano, cosa che potrebbe fargli perdere le elezioni di “midterm” dell’anno prossimo.

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