E’ sempre lo sport che continua a “menare” ceffoni al Generale Vannacci. La pioggia di medaglie che giungono all’Italia hanno spesso la pelle nera. Anche nel nuoto, oltre che nell’atletica. La giovane Sara Curtis, papà italiano, madre nigeriana, ha battuto per due volte di seguito il record mondiale dei 50 dorso. E’ in Francia, a Parigi dove si svolgono gli europei di nuoto, per una pausa nella sua permanenza fissa che è oramai diventata quella della Virginia dove è all’Università e dove dice è in grado di allenarsi meglio. Possibile che questo talento non ce lo siamo tenuti in casa?

Ma tanti altri nostri talenti fuggono. Qualcuno per mettersi un po’ avanti con le minacce del Vannacci che continua ad agitare la scure della “remigrazione”. Sì, perché è nero o islamico e sa che, anche se si tratta di una delle tante buffonate di questi razzisti demagoghi, non è mai detto…

La verità è che parliamo del niente, mentre ci sarebbe molto da dire sul patrimonio umano che lascia l’Italia ogni anno – dopo che abbiamo speso milioni per farlo crescere e formarlo – perché la politica, ma anche l’imprenditoria, diciamo un po’ tutta la società italiana, sono con encefalogramma piatto. Non offrono speranze ai giovani che devono combattere con la mancanza di investimenti, con i feudi baronali delle università, con lo scarso sostegno dato alle start up – le quali, dopo un certo sviluppo, sono adesso in regressione secondo gli ultimi dati del 2025 – e così c’è una “remigrazione” di fatto di cui non si occupa nessuno.

Lo sport spesso è anche immagine di un intero paese, sua cartina tornasole se ha imboccato la strada all’insù o all’ingiù. Diciamo che i nostri ragazzi, bianchi neri, a pois -mettetela come volete voi – nello sport e in tanti altri settori valgono più della nostra politica. Peccato che molti lo devono dimostrare andandosene all’estero.

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