Il consiglio economico e sociale delle Nazioni Unite (Ecosoc) ha escluso l’Iran dall’organismo creato dall’Onu sulla condizione femminile in segno di solidarietà contro la sanguinosa repressione in corso nel paese del Golfo contro il movimento di protesta guidato dalle donne. Teheran ha appena iniziato un mandato di quattro anni quale componente della commissione composta da 45 paesi. E’ la prima volta che viene adottato un provvedimento del genere e nonostante i tentativi di Russia e Cina di creare un fronte in difesa del regime di Teheran.

La decisione segue il voto espresso dal Consiglio per i diritti umani diretto all’avvio di un’indagine conoscitiva sulle violazioni dei diritti umani in Iran e questo potrebbe rendere più probabili procedimenti giudiziari da avviare nei tribunali internazionali.

Nel corso delle proteste avviate dalle donne sotto lo slogan “Donna-Vita-Libertà” (CLICCA QUI), solo fino al 6 dicembre scorso, sono state uccise 473 persone, 64 delle quali bambini e adolescenti di età inferiore ai 18 anni, con molti di loro colpiti in pieno viso. Le proteste sono cominciate dopo che Mahsa Amini, donna curda iraniana di 22 anni,  è morta in carcere dopo essere stata arrestata dalla polizia morale perché non copriva i capelli completamente.

Dopo di che, il regime di Teheran ha imprigionato centinaia di persone e iniziato una serie di esecuzioni pubbliche di partecipanti alle manifestazioni di piazza. Secondo Amnesty International almeno altre 20 persone sono a rischio di essere messi a morte.