Non si capisce la fermezza di Donald Trump nel non voler fare concessioni su una parte del Bilancio Usa – e che ha provocato il cosiddetto “shutdown”, cioè la mancanza di fondi per far funzionare la macchina pubblica statunitense – se non si considerano le sue ultime affermazioni relative al licenziamento di molti “democratici” dall’apparato statale. Anche per – ha detto Trump – “sbarazzarci di molte cose che non volevamo, e sarebbero cose democratiche”.

L’obiettivo principale resta quello di smantellare ulteriormente quel poco che c’è di “Stato sociale” negli Stati Uniti. Lo conferma il fatto che l’irrigidimento tra la maggioranza repubblicana al Congresso – che però al Senato non ha i 60 voti richiesti nel caso di voto sul Bilancio – è avvenuto soprattutto per quanto riguarda il cosiddetto Medicaid introdotto da Obama che allargava il diritto alla salute e per il quale i democratici chiedevano l’annullamento dei recenti tagli introdotti nel luglio scorso.

Al momento la Social Security Administration continuerà a erogare prestazioni di invalidità e pensione, poiché finanziate dalla spesa obbligatoria, mettendo però in congedo il 12% del suo personale e sospendendo tutte le campagne di marketing, comunque in linea con il suo piano di chiusura previsto.

Di mezzo ci sono, inoltre, i tagli per le agenzie che si occupavano della salvaguardia dell’ambiente e della decarbonizzazione. In sostanza, sono ben nove i settori pubblici per i quali lo “shutdown” prevede totali o parziali chiusure di uffici e licenziamento del personale.

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