Cosa sta succedendo nella destra americana? In particolare, nel Partito repubblicano che, all’improvviso, sembra sempre meno intenzionato a legare tutte le proprie sorti a quelle di un personaggio come Donald Trump il quale ha sicuramente lasciato un segno nella politica statunitense di questo inizio secolo. Trump sembrava inarrestabile anche nella sua opera di trasformazione in senso radicale del Grand Old Party in cui è quasi riuscito a mettere dappertutto ai margini i vecchi personaggi, e le grandi “famiglie” che hanno per decenni definito l’immagine dei repubblicani.

Eppure, qualcosa che sembrava improbabile fino a qualche mese fa sta accadendo. Anche alla luce della determinazione con cui Trump ha chiaramente detto di voler riproporre la propria candidatura per le nuove presidenziali del 2024 e provare a prendersi la rivincita dopo la sconfitta da lui subita nel confronto con Joe Biden.

Un recente sondaggio condotto da USA Today e dalla Suffolk University dice, infatti, che il governatore della Florida, Ron DeSantis, è considerato dai repubblicani il più adatto  nel tentativo di strappare ai democratici la Casa Bianca la prossima volta. Sarebbe davanti a Donald Trump di ben 23 punti nella scelta secca tra i due tra chi dovrebbe provarci tra meno di due anni. Anche altre rilevazioni d’opinione confermano questa tendenza che viene oramai definita un’idea possibile per i repubblicani di continuare con il “trumpismo”, ma senza Trump.

Non è un caso che DeSantis sia sempre stato considerato un seguace dell’ex Presidente, come del resto ha dimostrato con le sue politiche “forti” in materia di contrasto all’immigrazione da Governatore della Florida, ma anche per ciò che ha riguardato la politica federale in materia di contrasto alla diffusione del Covid.

I consensi tra i repubblicani a favore dell’ex Presidente sono calati precipitosamente. Se nel luglio scorso, il 60% voleva che Trump tornasse a candidarsi a dicembre questi suoi entusiasti sostenitori sono calati al 45%.