Siamo a due terzi della legislatura vigente ed aspettiamo – fiduciosamente? – qualche riforma legislativa di una certa rilevanza socio-economica, che ci riguardi più da vicino di quella costituzionale, recentemente varata senza dibattito parlamentare (prima volta in assoluto nella storia repubblicana!) e con la precisazione da parte del ministro della Giustizia che non inciderà efficacemente sul sistema processuale; riforma concernente la separazione della carriera dei magistrati e modifiche alla norma sulla composizione del C. S. M., che diventa “uno e trino” con inevitabile, non auspicata moltiplicazione dei posti di consigliere e di quelli del personale addetto, nonché dei costi pubblici.
Il tutto mentre il fenomeno dell’immigrazione clandestina non trova adeguate risposte, né in termini numerici complessivi con dei contingenti che ricalcano in pratica quelli della desueta Legge Bossi/Fini, né sotto l’aspetto dell’integrazione e dell’ordine pubblico, incidendo anche sulla percezione negativa della sicurezza da parte dei cittadini. Ecco, allora, che potremmo appellarci a quanto rivendicato dalla cosiddetta Destra sociale (ora dormiente), facente capo ad Alemanno e Storace, in ordine alle politiche per la famiglia o alle giovani coppie (di cui il “dramma” della scarsa natalità è affliggente), oppure per le persone disabili.
Provocatoriamente mi viene da avanzare un’ipotesi: il primo governo di destra della storia d’Italia potrebbe adottare qualche provvedimento di sinistra, cosa che farebbe del bene alla comunità nazionale. Ad esempio, visto e considerato che il ministro dell’Ambiente e delle energie, Pichetto Fratin, non sta brillando per la visione strategica in merito al cambiamento climatico, mentre si adagia sul ritorno all’utilizzo dell’energia fossile che sembrava superata in quanto deleteria, potrebbe dare un segnale, piccolo ma significativo, perché innovativo nel sostenere l’approvazione del disegno di legge del sen. Damiani – ora fermo presso la Commissione VIII – volto ad istituire il Parco naturale nazionale del fiume Ofanto. L’unico, vero fiume della Puglia, che necessita di un’adeguata tutela e che potrebbe essere oggetto di una spiccata valorizzazione come patrimonio storico-culturale, oltre che naturalistico per un territorio che continua a perdere ampie quote di giovani verso il centro nord e l’estero.
Poi il ministro della Cultura, Giuli, potrebbe intervenire con una sorta di moral suasion istituzionale sulla dirigenza RAI, affinché siano almeno contenuti i c.d. programmi “spazzatura” in termini e modalità accettabili, promuovendo quelli per la diffusione della cultura, dell’ambiente e dell’arte. Il ministro dell’Economia, Giorgetti, uno dei più affidabili, riesamini gli ingenti capitoli di spesa del bilancio della Presidenza del Consiglio, raddoppiati “autarchicamente”, destinando il relativo risparmio a bonus editoriali per i meno abbienti. E così, il ministro Nordio vada finalmente a visitare le peggiori carceri, sovraffollate, cercando di umanizzarle con una particolare attenzione al personale penitenziario, restituendo dignità e igiene a persone che, non dimentichiamolo, vanno reintegrate e non solo punite. Senza dire di quelle in attesa di giudizio e quindi non ancora pregiudicate.
Il Ministro del Lavoro e delle politiche sociali, Calderone, potrebbe fare qualcosa di importante e – perché no? – di decisivo, in collaborazione con i sindacati e gli imprenditori, a riguardo dell’immane tragedia delle innumerevoli vittime del lavoro, cominciando con l’assunzione di Ispettori qualificati e ben remunerati, incentivandoli specificamente con riferimento a risultati tangibili a seguito delle verifiche che attualmente non sono affatto frequenti.
Che dire, ordunque? Se non si fa tutto ciò o qualcosa del genere che dia un segnale del cambiamento, spesso evocato dalla premier nelle sue dichiarazioni pubbliche, vuol dire che ha perfettamente ragione il mio amico, Marcello Veneziani, il quale ha esplicitato liberamente il proprio pensiero: “anche con questo governo non cambierà niente per gli italiani”, pur salvando – non mi pare a pieni voti – l’operato della “lady di ferro” che riesce, nonostante tutto, a conservare un’alta percentuale di voti nei sondaggi demoscopici. Ma staremo a vedere una volta che la legge finanziaria produrrà i propri effetti, finanziari, economici e sociali…
Michele Marino