Curioso, ma fino ad un certo punto ed, in ogni caso significativo, quanto riferisce la stampa in ordine alla trattativa – pare protrattasi fino a tarda sera – tra lo staff di Giorgia Meloni e la direzione del Meeting di Rimini, circa le modalità del suo intervento, che avrebbe dovuto prevedere un discorso circoscritto ai temi della politica internazionale e, soprattutto, l’esclusione di ogni domanda.
Non ne avrebbe facoltà neppure il Presidente del Meeting, che pure ne ha rivolte alcune a Romano Prodi.
Insomma, Giorgia si blinda da sola. Pure di fronte ad una platea – quella dei cattolici del Meeting – che non può esserle considerata ostile. Come del resto hanno confermato critici applausi a scena Aperto. Cose già viste comunque nel passato con altri presidenti del consiglio …
Giorgia Meloni rappresenta, del resto, ad un tempo la destra ed il “potere” del momento. Ad ogni modo, questa pervicace insistenza ad evitare, in una conferenza-stampa libera ed aperta, le domande dei giornalisti e, addirittura, in un come quello riminese, quelle dei cittadini comuni ed, in particolare dei giovani, la dice lunga. E’ un chiaro segno di debolezza che non si può più ascrivere ad un vezzo della modalità comunicativa adottata dalla Presidente del Consiglio.
E’ vero che sono gli atti di ordine istituzionale a dover parlare, secondo una postura di chiarezza ed oggettiva
puntualità. Ma se ci si attiene ad un tale metodo, bisogna essere conseguenti ed evitare, ad esempio, quei video “plastificati” che ci vengono somministrati in taluni momenti. Costruiti ad arte per imbonire il pupo e tali da non ammettere, ovviamente, né contraddittorio né replica.
Viviamo nella società della comunicazione e sottrarvisi di fatto diventa un segno offensivo di poco rispetto per i singoli cittadini ed, in via generale, per la pubblica opinione. ![]()