Quando Giorgia Meloni ha realizzato pienamente cosa significasse, davvero, l’intero intervento di Donald Trump sull’arresto di Maduro e sulle sue intenzioni per futuro prossimo è rientrata sotto il manto protettivo dell’Europa. E’ giunta persino a firmare una dichiarazione con Macron, Merz, Tusk, Sanchez, Starmer e con la premier danese Frederiksen, in risposta alle mira di Donald Trump su di un pezzo di Europa.

La brama di annettersi la Groenlandia da parte del Presidente americano non è questione banale come ce la stanno continuando a presentare molta stampa e taluni commentatori, pure vicini a Giorgia Meloni. Non si tratta delle questioni caratteriali dell’imprevedibile Donald, come amano discettare persino a sfottò nei confronti di chi – ahinoi – li deve ascoltare in tv o li legge sui loro giornali. La Groenlandia significa Danimarca e, quindi, Europa e Nato. Tutte cose che Trump, semmai, vuole veder scomparire per avere il massimo vantaggio possibile da paesi tornati alla solitudine – e alle debolezze – di un tempo.

E’ un po’ troppo, insomma, anche per lei? Giorgia Meloni può ignorare la ribellione scatenata anche solo da questa idea tra gli europei e, meno che mai, gli obblighi che la vincolano a Bruxelles e alla “fedeltà” verso gli altri paesi della Ue. In più, salvo il Vannacci che vede il “mondo alla rovescia”, perché a ragionare “alla rovescia” è solo lui, pure tutta le Lega si è spinta a criticare l’intervento di Trump in Venezuela. E Salvini ha riecheggiato l’intervento della Marina Le Pen che ha ribadito la condanna dell’intervento USA in Venezuela e le minacce alla Groenlandia sulla base del Diritto internazionale e l’autodeterminazione dei popoli

Eppure, c’è qualcosa che non torna. Stando almeno all’ascolto delle sue zelanti e dei suoi zelanti “portavoce” di tv e giornali. Perché queste e questi sono rimasti fermi alla Meloni che subito era corsa a plaudire l’operazione venezuelana e, bene che vada, continuano a provare di ridurre Trump alla figura del nonno – diciamo così – solito abbandonarsi a dichiarazioni e a comportamenti bizzarri ed estemporanea. Alla fin fine, da non prendere del tutto sul serio.

Forse da Palazzo Chigi non è ancora arrivato il contrordine? E così, noi siamo costretti a chiederci, ammesso che esista, e che sia univoco, qual è il vero pensiero “meloniano” da prendere per buono?

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