A partire dai “mitici anni ‘90” (così li definisco nel mio saggio IN-OUT) venne introdotta nel nostro ordinamento giuridico la trasparenza, per effetto della legge n. 241/90 e successive integrazioni e modificazioni, cui fece seguito la comunicazione pubblica e lo sportello con il pubblico – U. R. P. – nonché la buona prassi di istituire, presso tutte le amministrazioni pubbliche, centrali, regionali, provinciali e comunali, un sito web dedicato.                                  Quest’ultimo nasceva dagli “obblighi di pubblicazione concernenti l’organizzazione delle pubbliche amministrazioni, come disciplinato dall’art. 13 del d. lgs. N. 33/2013, in base al quale vanno esattamente pubblicati: le competenze degli organi di indirizzo politico e di quelli della gestione ed amministrazione, l’elenco dei numeri telefonici e le caselle di posta elettronica, istituzionali per consentire al cittadino di “rivolgersi per qualsiasi richiesta inerente i compiti istituzionali”. E così, scorrendo, visitando qua e là, curiosando da nord a sud, dal centro della politica alle periferie la ricerca mi ha aperto un orizzonte variegato, molto eterogeneo e altalenante con risultati interessanti anche sotto l’aspetto democratico, dicasi partecipazione all’attività ad ogni livello dell’apparato pubblico. Un paio di buone prassi: i siti della Presidenza della Repubblica e della Regione Puglia, che sono chiari nella grafica web, nell’esposizione delle funzioni d’istituto e nell’indicazione degli organi di entrambi generi. Un piccolo neo si trova all’interno dell’assessorato al Turismo – coincidenza vuole che la responsabile sia stata iscritta dalla Procura della Repubblica di Bari, ascrivendole il reato di concussione – ove le ultime notizie risalgono al 2014/20.

Invece, lascia molto a desiderare il portale INAIL, in cui il fenomeno gravissimo e terrificante delle vittime cadute sul lavoro viene del tutto ignorato, anche statisticamente nella sua rilevanza. Quindi, gli appelli e gli ammonimenti del Presidente Mattarella sono, anch’essi, rimasti lettera morta! Così come non soddisfa a sufficienza quello del Senato che non risulta di facile accesso ai lavori parlamentari.

Altrettanto poco apprezzabile è il lavoro fatto per l’accesso all’attività del governo del Paese, tanto nel merito della descrizione delle competenze istituzionali e delle funzioni dell’ordinamento della Presidenza del Consiglio, laddove non si  fa riferimento in primo luogo alla disciplina ex lege n. 400/1988, in attuazione dell’art. 95 della Costituzione (ignorato in toto) e si omette di riportare gli elementi di contatto, ad esempio per la Capo della Segreteria della Presidente, Patrizia Scurti (già segretaria del presidente di A.N., Fini), della quale non viene allegato il curriculum. Altrettanto dicasi in merito a Comitati, Commissioni e Commissari straordinari (record di tutti i tempi, ne sono 30! C.d. “sottobosco” all’epoca della I Repubblica), di cui non è dato sapere la professionalità e l’esperienza che ne motiva la nomina. Sarebbe molto interessante conoscere sia l’ammontare della spesa pubblica per questo “reggimento” di organi tecnico-amministrativi, sia i risultati delle relative attività.

Michele Marino

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