Con Benedetto, Cirillo e Metodio, tre donne sono state proclamate Patrone d’Europa: Caterina da Siena, Brigida di Svezia e Teresa Benedetta della Croce, Edith Stein, allieva di Husserl e di Max Scheler, studiosa dell’ empatia: “Dovreste essere come una finestra attraverso la quale la bontà di Dio possa risplendere nel mondo”.
Affascinata dal pensiero del suo maestro, e dal metodo che proponeva per giungere alla verità delle cose, per poterne cogliere la stessa “essenza”, dopo la conversione al cristianesimo, di origine ebraica, catturata in Olanda, dove si era rifugiata, morì, con la sorella, nelle camere a gas di Auschwitz, il 9 Agosto 1942. Nel 1999, quando la proclamo Patrona d’Europa, Giovanni Paolo II la chiamò: “…eminente figlia di Israele e fedele figlia della Chiesa, che portò nella sua intensa vita una sintesi drammatica del nostro secolo”.
Crocevia, anzitutto, tra ebraismo e cristianesimo. Dichiaratasi atea fin da adolescente, voleva raggiungere la verità attraverso la conoscenza. Nacque così la sua vocazione filosofica. Ci ha lasciato una testimonianza limpida e commovente della sua conversione al cristianesimo. Quand’era ospite di amici, in una casa di campagna, come lei stessa lasciò scritto: “Presi casualmente un libro dalla biblioteca. Portava il titolo: Vita di Santa Teresa narrata da lei stessa. Cominciai a leggerlo e non potei più lasciarlo finché non ebbi finito. Quando lo rinchiusi, mi dissi : questa è la verità”. Battezzata nel 1922, si fece monaca carmelitana.
Crocevia tra fede e ragione. Crocevia tra la mitezza e la tolleranza del cristiano e la ferocia brutale del male, che nel nazismo aveva preso storicamente forma. Si allontanò progressivamente dal suo maestro – e con lui si risolse a discuterne apertamente – quando Husserl, assumendo una lettura “trascendentale” della fenomenologia, accentuò la sua inclinazione idealistica. Si sentì, al contrario, attratta dal realismo di Tommaso e cercò una connessione, una sintesi o almeno una sinergia tra la tommasiana filosofia dell’essere e l’approccio fenomenologico al mondo del suo primo maestro. Crocevia tra filosofia laica e filosofia cristiana, tra pensiero medioevale e pensiero della modernità.
Prima di essere arrestata, il 2 agosto, scrisse: “Il mondo è in fiamme, la lotta tra Cristo ed anticristo si è accanita apertamente, perciò se decidi per Cristo può esserti chiesto anche il sacrificio”. Scrisse ancora, prima di essere condotta nel campo di sterminio : “Qualunque cosa mi accada sono pronta. Il Bambino Gesù è anche qui in mezzo a noi”. “Anche se vado per una calle oscura non temo alcun male, perché tu sei con me”.
Un deportato scampato ad Auschwitz rilasciò questa testimonianza: “Per tutto il tempo che stette al campo, dispenso attorno a sé un aiuto così caritatevole che a pensarci mi sconvolge”.
Crocevia ancora, anche oggi, tra la guerra che è tornata ad affacciarsi in Europa e la pace, per la quale quell’Europa che le è affidata, è stata concepita.
Domenico Galbiati