Ci risiamo, riparte la Flotilla per Gaza e Israele la ferma, armi alla mano. Questa volta, però, gli abbordaggi sono avvenuti lontanissimo dalle acque prospicenti Gaza – dove comunque è opinabile il diritto del governo Netanyahu di fermare libere imbarcazioni – visto che parliamo un’area di mare tra Creta e il Peloponneso greco. Pieno spazio marittimo europeo.

Si parla, così, di vera e propria pirateria condannata da tutte le leggi internazionali. Gli organizzatori denunciano di connivenza greca, mentre Turchia e Spagna reclamano con veemenza per il blocco di imbarcazioni battenti loro bandiere di cui alcune danneggiate vistosamente e lasciate alla deriva con persone a bordo.

La nostra Presidente del consiglio – memore del sentimento generale degli italiani nel precedente caso della Flotilla – ha chiesto l’immediato rilascio delle persone sequestrate dagli israeliani. Mentre il nostro evanescente Ministro degli esteri, Antonio Tajani, ha detto di aver chiesto informazioni a Israele. Come se il Re di Spagna avesse chiesto al Pirata Barbanera informazioni sul suo abbordaggio di una nave spagnola. Siamo davvero al ridicolo. Dopo di che, visto che riteneva di aver osato persino troppo avanzando una tale richiesta a Netanyahu e complici, ha pensato bene di diramare una dichiarazione congiunta di condanna con il Cancelliere tedesco Merz: non si sa mai, ma se una cosa tanto azzardata si deve proprio fare è meglio accompagnarsi con uno un po’ più grosso.

Però, non riusciamo a dimenticare quando vedemmo all’opera la “leonessa” Meloni e il “leone” Tajani con il ritiro del nostro Ambasciatore in Svizzera perché volevano che la giustizia elvetica conducessero le indagini sul rogo di Cran Montana come dicevano loro. Come al solito, deboli con i prepotenti ed arroganti con i più piccini.

Siamo nella subalternità più evidente di veri e propri nei confronti di chi le regole se le usano come vogliono, anche perché possono contare sulla connivenza di gente come quella che abbiamo oggi a Palazzo Chigi e alla Farnesina con tutta un’idea loro di cosa significa tutelare i nostri connazionali… basta che non “disturbino” Israele.

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