L’insofferenza verso la Giustizia da parte della politica è una caratteristica di moltissimi paesi in cui non esiste lo stato di diritto o lo si cerca di attutire se non, addirittura, di trasformare o superare. Pure Trump ce ne dà un esempio tutti i giorni. Anche nella Serbia, proprio in queste ore, si assiste allo scontro – per un clamoroso caso di corruzione, o comunque di allegra gestione di beni pubblici da mettere a disposizione del mondo finanziario e degli immobiliaristi – tra il governo e i magistrati. Quest’ultimi sostenuti dalla folla nelle strade.
La richiesta è quella del rispetto delle leggi. Questi sono i veri termini del problema che tanti politicanti arruffoni, per non dire di peggio, cercano di rovesciare.
In Italia siamo all’ennesima puntata del Ponte sullo Stretto di Messina. Dopo aver sbraitato tanto contro i magistrati della Corte dei Conti, il Governo ha dovuto rinculare perché gli è stato dimostrato che le regole non sono state rispettate. Così oltre 700 milioni sono stati spostati al 2033. Forse l’anno del mai?
Sempre in queste ore è pure esploso il caso dell’Iman di Torino, Mohamed Shahin, perché i giudici non hanno ritenuto che ci fossero fondati motivi per la sua espulsione e che nei suoi confronti non sia stata rispettata la legge. Anche in questo caso il mantra di quelli che un tempo faceva i sostenitori acritici della Giustizia hanno parlato di magistrati che si sostituiscono alla Politica. Hanno cambiato idea, e sia ricordato neanche tanto per inciso, da quando devono difendere quelle che sembrano vere proprie porcherie commesse da loro donne e uomini tuttora al Governo.
Ci sono leggi e regole che per prime dovrebbero essere rispettate dal Governo, nel suo complesso, e dai suoi componenti, nello specifico. Come tutti i semplici cittadini, anche loro, hanno diritto ai tre gradi di giudizio, uniche sedi in cui, eventualmente, potrebbero far valere le proprie ragioni. Tra i loro diritti, però, non c’è quello della continua denigrazione di chi ha il compito di far applicare le leggi. Anche per quanto riguarda loro. Anzi, per primi loro.![]()