Gli Stati Uniti hanno lanciato attacchi contro i militanti legati al gruppo dello Stato Islamico (IS) nella Nigeria nord-occidentale, nello stato di Sokoto al confine con il Niger. Il numero delle vittime non è chiaro, ma sia i funzionari statunitensi, sia quelli nigeriani sostengono che numerosi militanti sono stati uccisi.

Donald Trump ha dichiarato che gli attacchi statunitensi del giorno di Natale sono stati “mortali” contro quella che ha definito una “feccia terrorista” che ha preso di mira e ucciso brutalmente, principalmente, “cristiani innocenti”. Ma il Ministro degli Esteri nigeriano, Yusuf Maitama Tuggar, lo ha smentito precisando che si è trattato di una “operazione congiunta” – sulla base di informazioni di intelligence fornite dalla Nigeria – e  che “non aveva nulla a che fare con una religione in particolare, né tanto meno con la ricorrenza del Natale”.

In effetti, sono anni che la Nigeria, così come i vicini Niger, Ciad e Camerun, sono alle prese con gli attacchi – spesso feroci – del gruppo islamista dei Boko Haram legati all’ISIS, ma è anche vero che gran parte degli attentati hanno sempre colpito soprattutto comunità islamiche.

La destra americana ha spesso parlato di un genocidio in atto contro i cristiani, cosa sempre respinta dal Governo nigeriano secondo il quale “i terroristi attaccano tutti coloro che rifiutano la loro ideologia omicida: musulmani, cristiani e atei”. La Bbc ricorda che altri gruppi impegnati a monitorare la violenza politica in Nigeria affermano che la maggior parte delle vittime dei gruppi jihadisti sono musulmani e riporta le dichiarazioni dell’analista della sicurezza nigeriana, Christian Ani, secondo la quale, sebbene i cristiani siano stati attaccati nell’ambito di una strategia più ampia volta a creare terrore, non è possibile giustificare le affermazioni secondo cui i cristiani sarebbero quelli maggiormente presi di mira deliberatamente.

I 220 milioni di abitanti del paese sono più o meno equamente divisi tra seguaci delle due religioni, con i musulmani in maggioranza nel nord, dove si verificano la maggior parte degli attacchi dei terroristi islamisti. In ogni caso, come anche su queste pagine ricordato più volte, il problema della persecuzione dei cristiani esiste (CLICCA QUI), come denunciato più volte da tutte le chiese, ma questo non significa che si debba fare di ogni erba un fascio per motivi di propaganda elettorale.

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