Articolo pubblicato su La Croce di Costantino quando l’Autore era fuori ruolo della magistratura

Sono convinto che sia possibile e necessario costruire una nuova esperienza politica unitaria nel movimento cattolico italiano; come strumento propongo un “polo d’ispirazione cristiana” basato sull’alleanza stabile di cattolici sociali, democratici, popolari, liberali e conservatori, uniti in due aree politicamente organizzate, legate all’attuazione dell’Agenda sociale dei cattolici, come espressa a Reggio Calabria.

Sarà una testimonianza che travolgerà gli opportunismi, incarnando passione civile, speranza cristiana e impegno comunitario. Sappiamo che appena si tocca il tema dell’unità politica dei cattolici scattano subito le scomuniche. Solitamente si utilizza l’ombra della Democrazia Cristiana bloccando ogni ragionamento, poi le forche caudine della legge elettorale, quindi la maggiore età dei cattolici adulti, infine il rifiuto della gerarchia ecclesiastica a subire
l’intralcio dei laici cristiani. Sono argomenti in fondo falsi; etichette luccicanti per abiti sdruciti di vecchie feste. Chi li adopera vuole sbarrare il passo al pericolo che i cattolici possano in modo nuovo e organizzato segnare la differenza con un progetto sociale basato sulla moralità pubblica e privata, bene comune, amore del prossimo; cioè, sul vivere concretamente l’ispirazione cristiana alla realizzazione di una società giusta e solidale.

Sono tanti ad aver paura del ritorno sulla scena politica dei cattolici organizzati unitariamente. Hanno molti volti e sanno influenzare anche alcuni nelle nostre file. L’obiettivo di costoro è sradicare, in Italia e in Europa, la democrazia popolare e rappresentativa; liberi così di esercitare un potere illimitato sul popolo, dietro il simulacro formale di Costituzioni. Ne sono prova i recenti sussulti leaderistici italiani, privi di progetto sociale, con programmi politici ancorati a parole svuotate di senso. Parlo di termini rispettabili come riformismo, rivoluzione liberale, cultura della legalità, senso dello Stato, difesa dell’unità nazionale, questione meridionale o settentrionale, risanamento del debito, federalismo, europeismo. Idee importanti, distrutte dal non voler o saper fare.

Credo che sulla base del vuoto sociale, culturale, spirituale, economico e politico che stiamo vivendo in questo momento della vita nazionale sia giunto il tempo di abbandonare la prudenza classica dei cattolici. È necessaria una svolta promossa da noi cattolici cittadini, così come ai tempi del superamento del “Non expedit”, della nascita del Partito Popolare del 1919, di Camaldoli, delle vittorie per le elezioni dell’Assemblea Costituente e del mitico 1948.

È un momento grave per l’Italia e per la nostra Chiesa, in definitiva per la nostra stessa Fede. In un tempo di crisi
nazionale, come il 1959, Luigi Sturzo chiamava all’unità i cattolici impegnati in politica: “L’unione politica dei cattolici non è mai stata completa, né perfettamente organica, né con preminenti finalità nazionali, economiche e sociali. (..) Però, venuto il momento di una difesa suprema sia della nazione pericolante o aggredita, i cattolici han fatto fra i primi il loro dovere; sia della difesa aperta della Chiesa minacciata ed offesa nella sua fede e nella sua organicità e autorità, i cattolici si sono schierati per questa, subendone le conseguenze fino al martirio. – C’è oggi un pericolo per la Patria? Sì. – C’è oggi un pericolo per la fede? Sì. – I due pericoli coincidono? Sì.” (L. Sturzo, Unione politica dei cattolici; L’Eco di Bergamo, 8 marzo 1959. In O.O., s.II, vol. XIV, p.403).

Tutto ciò giustifica la mia proposta agli amici dei movimenti e delle associazioni cattoliche, ai protagonisti del volontariato, agli uomini e alle donne impegnate nelle nostre parrocchie di fare comunità cristiana e, superate le barriere delle forme, cooperare nell’intento di contribuire unitariamente a salvare la Patria, la Chiesa e la nostra Fede. È la cooperazione disinteressata che può rendere possibile la nascita di un “polo d’ispirazione cristiana”, impegnato a dar seguito politico all’Agenda della speranza di Reggio Calabria. Un Polo che sani le ferite della babele dei linguaggi intercorrenti tra noi cattolici. Ciò farebbe comprendere al popolo di Dio che c’è un modo nuovo di fare bene comune, che nasce dalle cose concrete e dallo spirito di servizio con cui siamo protagonisti nella società civile
affrontando le giornaliere difficoltà, anche burocratiche e finanziarie, di fare volontariato, impresa ed economia del
dono. Uomini e donne che si battano per il rispetto del valore e della dignità della persona vivendo in concreto la
legalità, superando le paure di ciò che non conoscono.

Un messaggio che sia in grado di penetrare nelle parrocchie, negli oratori, nelle scuole e università cattoliche e
mobilitare le coscienze su questa nuova battaglia di umanesimo integrale e solidale. Una vocazione politica che sappia costruire il programma di sviluppo dell’Agenda sociale, promuovendo: l’immediata convocazione a livello nazionale di un’unione elettorale cattolica, secondo i due livelli organizzativi del Polo; la selezione locale di una nuova classe di candidati attraverso comitati elettorali (civici?) cattolici. Una diffusione delle iniziative attraverso la cooperazione dei media cattolici, creandone una rete operativa sinergica dalla periferia verso il centro. Servono fatti che marchino la differenza con la politica del passato, quali: un’immediata raccolta volontaria di denaro in tutti i nostri mondi per un trasparente e certificato autofinanziamento del Polo. La definitiva rinuncia al finanziamento pubblico della politica. Il ritorno al volontariato politico nelle istituzioni locali, mediante la gratuità dell’impegno.

Il limite temporale a ogni incarico p u b b l i c o  e  u n  c o d i c e  d i autoregolamentazione per l a soluzione dei conflitti di interessi. La valutazione del profilo dei candidati anche sul piano morale oltre che penale. Un monitoraggio continuo dei risultati raggiunti dagli eletti e un controllo interno sui comportamenti e sulle azioni dei rappresentanti delle componenti politiche del Polo. Ciò come concreto preambolo del programma politico dell’Agenda che liberi persone, famiglie, comunità, i m p r e s e  e  i s t i t u z i o n i dall’intermediazione parassitaria,
clientelare, criminale e mafiosa, nella gestione delle risorse per lo sviluppo.

Saremo pronti alla (ri)nascita della nuova classe dirigente del Paese di ispirazione cristiana, accompagnata dalla
gerarchia ecclesiastica, nell’unione tra Vangelo e cultura, cioè concreta evangelizzazione delle scelte sociali. Forse non saremo subito vincenti, ma saremo protagonisti di una nuova rivoluzione cristiana.

Gaspare Sturzo

 

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