Una certa stampa e taluni commentatori tv continuano ad agitare la questione Garofani e l’utilizzazioni delle sue frasi carpite nel corso di una cena privata con amici.
Una “baruffa” di provincia a fronte dei gravi problemi nazionali che si aggiungono al fosco quadro mondiale. E questo nonostante sia stata la stessa Giorgia Meloni a considerare chiusa la questione dopo il colloquio, – da lei richiesto con urgenza al Presidente Mattarella, di cui Garofani è Consigliere per le questioni della Difesa, quando ha capito che la polemica dei suoi fedelissimi contro il Colle stava tracimando oltre misura. E forse si è accorta della trappola preparata da altri in cui però il suo fido Galeazzo Bignami, Capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, si era infilato con tutte le scarpe. C’è quindi da chiedersi perché qualcuno ha ancora interesse a tenere aperta la polemica.
Notiamo che in materia si distinguono parlamentari leghisti e organi di stampa sempre distintisi per le loro posizioni contrarie al sostegno dell’Ucraina per difendersi dall’invasione russa. E sappiamo molto bene come Sergio Mattarella si sia, invece, sin dal primo giorno, impegnato perché l’Italia non venisse a mancare ferma alla posizione assunta sin dal 24 febbraio del 2022 quando i russi passarono in armi in Ucraina per farne un solo boccone.
Ricordiamo bene le reazioni di Mosca alle posizioni del nostro Presidente della Repubblica e dei diversi governi che da quel febbraio si sono succeduti. Governi di cui hanno fatto parte sempre rappresentati dalla Lega, a partire da Matteo Salvini. Ma da parte loro non è mai mancato il “controcanto”. Divenuto sempre più forte, soprattutto da quando è arrivato il Piano Trump di cui non sono pienamente convinti gli europei, Orban escluso.
Adesso che sembra che si stia giungendo al punto – non immediato ma neppure irraggiungibile – in cui il problema non è quello di far tacere le armi, ma il come è il quando, c’è chi, come Salvini, vuole delegare al solo Trump gli esiti del conflitto e spara ad alzo zero contro tutti quelli che pensano opportuno mantenere fermi punti che ci riguardano anche in quanto europei. E su cui, quindi, l’Europa ha pure il diritto di dire la sua.
La guerra in Ucraina poteva e doveva essere evitata, ma è certo che nella situazione data non possiamo farci condizionare dai “putiniani ” tanto schizzinosi nei confronti dell’Unione europea, ma pronti a servire interessi altrui. Altrimenti non sarebbero “putiniani dei noantri”, adusi a preferire l’hotel Metropol di Mosca per provare a trafficare con il petrolio russo… ![]()