Il Canada crede nell’immigrazione per sostenere la propria economia e punta ad accogliere un milione e mezzo di migranti nel corso dei prossimi tre anni per colmare i vuoti creati dall’invecchiamento della propria popolazione e dall’aver da tempo raggiunto un tasso di natalità negativo. Se il progetto si completerà, il paese nordamericano riconoscerebbe la residenza ad un numero quattro volte più alto di migranti di quanto non faccia il gigante vicino degli Stati Uniti.

Un piano, comunque, che fa discutere stando almeno ai sondaggi di opinione che rilevano la diffusione tra la popolazione canadese di una certa inquietudine al riguardo, nonostante lo scorso anno le autorità di Ottawa abbiano già autorizzato l’ingresso di 405.000 lavoratori stranieri battendo ogni record precedente.

Il Canada è comunque terra di immigrazione con uno dei tassi di accoglienza tra i più alti delle nazioni più ricche riunite nel G7. Ad oggi, ogni quattro abitanti del paese nordamericano, ce n’è uno immigrato con un tasso che tocca il 25%. Stati Uniti e Regno Unito sono assieme molto indietro con la loro media del 14%. Per non parlare del paragone con l’Italia che al moneto con i suoi circa 5,2 milioni di immigrati supera di poco la percentuale dell’8,7%, di cui l’83% attiva nelle regioni del centro-nord.