La nuova Arcivescovo di Canterbury ha avvertito nel suo sermone di Natale che “i dibattiti nazionali sull’immigrazione continuano a dividerci, quando la nostra comune umanità dovrebbe unirci”.

Nel suo attuale ruolo di principale guida degli anglicani,  Sarah Mullally ha detto nella Cattedrale di St Paul: “La gioia nasce esattamente dove la disperazione si aspetta di trionfare. Quando la gioia irrompe nelle nostre vite, ci dà l’opportunità di diventare persone che fanno spazio. Spazio nelle nostre case. Spazio nelle nostre chiese. Spazio nelle nostre conversazioni pubbliche e nei nostri atteggiamenti. La gioia ci chiede di lasciare che le nostre vite siano interrotte dai bisogni degli altri, proprio come fu interrotta la gente di Betlemme”.

Molte persone – ha aggiunto-  “sperimentano anche le difficoltà e l’ingiustizia della disuguaglianza e queste questioni non definiscono tutta la nostra vita insieme, ma possono indurci a chiederci se il mondo non si stia sfilacciando. Noi cristiani ci atteniamo quindi alla gioia come a un atto di resistenza. Quella gioia che non minimizza la sofferenza, ma la affronta con coraggio. Dio ha scelto di nascere proprio in un mondo come il nostro. Un mondo di risorse limitate e case affollate. Un mondo di tensione politica e incertezza. Un mondo in cui le persone fanno del loro meglio per offrire gentilezza anche quando si sentono in difficoltà. Dio non aspetta condizioni perfette. Dio arriva nel mezzo dell’incompiuto”.

Contemporaneamente, sempre nel sermone natalizio, l’arcivescovo di York, Stephen Cottrell, ha parlato di come sia stato “intimidito” dalle milizie israeliane durante una sua recente visita in Terra Santa. Ha dichiarato di essere stato fermato ai posti di blocco e che si è sentito dire di non poter visitare  famiglie palestinesi nella Cisgiordania occupata. “Siamo diventati, non mi viene in mente altro modo di dirlo, timorosi gli uni degli altri, e soprattutto degli estranei”, ha detto. “Non riusciamo a riconoscerci in loro. E, di conseguenza, rifiutiamo una comune umanità”.

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