Gli indicatori economico sociali della Qualità della Vita dei cittadini, anche recentissimi, delle aree comprese nel Mezzogiorno d’Italia evidenziano ancora la fruizione di Diritti a cittadinanza discriminata, a causa del divario dei servizi; al Sud tutto è squilibrato, discriminato, inferiore, dalla qualità dei beni essenziali alla l’efficienza delle Pubbliche Amministrazioni, in tema di Istruzione, Asili nido, amministrazione della Giustizia, gestione della Sanità, funzionamento del sistema Finanziario; un divario di efficienza di sistema quale quello italiano tra Nord e Sud non trova riscontro in alcun altro Paese dell’Unione Europea; la persistente struttura dualistica del Paese Italia continua ad evidenziare effetti negativi sul Mezzogiorno, area in ritardo di sviluppo e crescita, che necessita di nuova e diversa adeguata collocazione nel sistema economico tanto nazionale quanto europeo; gli ostacoli che impediscono lo sviluppo del Mezzogiorno sono evidenti a chi analizza l’attività dei Pubblici Poteri quale emerge dei Conti Pubblici: gli effetti redistributivi della spesa pubblica a sfavore del Mezzogiorno sono di notevole entità; l’attuale ripartizione della spesa pubblica regionalizzata evidenzia una violazione del principio dell’eguale trattamento di eguali; nelle attuali condizioni della spesa pubblica a livello pro capite risulta quasi vano ogni tentativo di realizzare politiche di coesione sociale.

La politica economica nazionale, sia dal punto quantitativo che qualitativo, dovrebbe assicurare al Mezzogiorno la stessa situazione infrastrutturale del resto del Paese, le risorse comunitarie dovrebbero essere realmente aggiuntive; occorre un nuovo approccio al tema Mezzogiorno se si vuole conseguire un maggiore sviluppo dell’intero Paese, l’uscita dalla stagnazione italiana è condizionata ad un diverso approccio ai dualismi ed alle disomogeneità esistenti. (Da una riflessione di Domenicantonio Fausto).

Il precedente Presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia ha recentemente dichiarato che “il Governo dovrebbe fare delle infrastrutture un vero Piano di Emergenza nazionale”.

Se pareva, prima dell’apparire della pandemia, che il rilancio delle infrastrutture sarebbe stato uno dei cardini del nuovo programma dell’anno 2020 del Governo Conte, appare scomparsa alla data di Giugno, la determinazione puntuale delle priorità da inserire in un Piano straordinario al quale attribuire realizzazione prioritaria.

Eppure, volendo esemplificare, secondo un recente studio dell’Università Federico II° di Napoli, la crescita del Prodotto Interno Lordo si differenzia in modo netto tra le province con città che dispongono di una stazione dell’Alta Velocità (+ 10%  nel decennio 2008\2018) e quelle le cui città sono distanti circa due ore dalle stesse stazioni (+ 3% negli stessi 10 anni)..

Il grado di appetibilità di un territorio agli investimenti esogeni da parte degli ingenti capitali in cerca di investimenti ed investitori è direttamente proporzionale allo stock di approntamenti infrastrutturali di quel territorio; poiché nel Mezzogiorno di Italia lo stock infrastrutturale è pari al 60% della media nazionale, si trova per questa via una porzione di spiegazione alla posizione di quattro regioni del Mezzogiorno di Italia quali ultime nella graduatoria europea dell’occupazione; quindi uno dei modi per incrementare il tasso di occupati è quello di adeguare il tasso di infrastrutturazione; dando, ovviamente, grande rilievo alle reti informatiche, alle reti di ricarica per la mobilità elettrica, pubblica e privata, individuale e collettiva, al traffico dati a grande velocità, alla robottizzazione dei processi che consentano di portare a regime ottimale l’inserimento delle nuove tecnologie in ottica di incremento di produttività e di riduzione dei tassi di inquinamento.

Serve assumere consapevolezza che qualsiasi infrastruttura presenta potenziali redditività, sia con la realizzazione che, per lungo periodo, con la manutenzione, solo che presenti tre condizioni: valore prioritario dell’opera, rating di Qualità del progetto, evidenti esternalità positive; che “Senza investimenti non c’è lavoro, senza lavoro con c’è crescita, senza crescita non c’è futuro” (Forum Ambrosetti 2019); che “Il rischio del non fare è maggiore del rischio del fare” (Mario Draghi). Per incrementare la crescita bisogna decidere di affrontare gli imbuti che frenano la nostra economia: lae lungaggini della giustizia, la farraginosa attività della Pubblica Amministrazione, le carenze dell’istruzione in tutti i suoi gradi, i deficit di concorrenza, la necessità incompresa di un sistema fiscale più favorevole al lavoro invece che alla rendita.

Se fosse vero, come è vero, che stiamo scrivendo di una infrastruttura assolutamente strategica ed irrinunciabile per il Paese, che ha cambiato in meglio anche le abitudini di una porzione degli italiani, che “l’Alta Velocità (esistente), con il suo successo ha ampliato le differenze tra le “città aperte” e quelle “dimenticate”, l’antidoto sarebbe (dovrebbe essere, nota di chi scrive) quello di  sostenere e finanziare i programmi di completamento della rete” (Dario Di Vico, Alta Velocità, La sicurezza necessaria, Corriere della Sera, 8 Febbraio 2020); soprattutto in ottica di contribuire a ridurre gap territoriali con riflessi negativi con il Prodotto Interno Lordo, chiudere la fase realizzativa dei quattro grandi Corridoi Europei per gli spostamenti di persone e di merci, (principalmente il Corridoio Europeo Trapani\Rotterdam;) contribuire anche con questo mezzo a ridare centralità economico sociale ad importanti porzioni del nostro Mezzogiorno; tenendo, inoltre, presente che per realizzare un buon progetto ed un proficuo investimento infrastrutturale trovare le necessarie coperture è indispensabile ma non sufficiente: serve coinvolgere competenti, progettisti, manager, amministrazioni attente, efficienti, efficaci, strutture di controllo capaci ma non vessatorie strumentalmente.

Conseguentemente, grande soddisfazione deve comportare l’annuncio che dal 3 Giugno 2020 il Frecciarossa, treno Alta Velocità, che partirà da Torino arriverà a Reggio Calabria con tutti i benefici consequenziali di cui infra si è scritto; adesso, per completare il corridoio Mazzara del Vallo\Rotterdam mancano ancora e purtroppo non è poco, il Ponte sullo Stretto di Messina, il più grande approntamento infrastrutturale ubicabile nelle regioni del Mezzogiorno, infrastruttura certamente tecnicamente realizzabile che consentirebbe al territorio sul quale sorgesse di colmare il deficit infrastrutturale che divide il Mezzogiorno d’Italia dalle altre aree sviluppate del Paese e la perimetrale siciliana ad Alta Velocità, che consentirebbe di portare gli inconsutili treni ad Alta Velocità fino alla Sicilia, colmando un deficit di diritto alla mobilità che adesso grava sulla comunità Siciliana; che, infine, consentirebbe di dare un senso, come spesso auspicato autorevolmente dallo Svimez, da studiosi quali Pietro Massimo Busetta e Lelio Cusimano alla ricorrente vaniloquiente chiacchiera non seguita da azione alcuna, sulla Sicilia quale piattaforma logistica nel Mediterraneo.

Questa realizzazione contribuirà  a realizzare  enormi economie da efficacia ed efficienza per i traffici di Turismo e di merci, senza che i due ambiti per diversi mesi all’anno si danneggino a vicenda; infine consentirà anche al territorio calabrese di essere ulteriormente attraversato da traffico di persone in mobilità con le positive rifluenze, oltre che sul Prodotto Interno Lordo anche su aspetti culturali della vita di quella Regione;

Il Ponte sullo Stretto è infrastruttura che potrebbe essere realizzata anche in Project Financing; che dovrebbe vedere impegnati i Pubblici Poteri Nazionali e Regionali nella grande scommessa di impedire alle attività criminali di interferire con la realizzazione dell’opera, utilizzando sul Territorio uomini, mezzi, tecnologie, sofisticate tecniche di controllo come di indagine.

Con il Project Financing rispetto al quale si imporrebbe un accurato e finalizzato restyling legislativo,  il baricentro finanziario traslerebbe dalla logica di credito ad una logica di intervento diretto degli Istituti di Credito nella gestione della “redditività” dell’Opera; gli stessi Istituti,  insieme con le Pubbliche Amministrazioni, le Imprese di costruzione, i promotori, gli Assicuratori, gli Studi Professionali come pure la cittadinanza consapevole divengono tutti insieme tessere di un ecosistema coinvolto e  responsabile delle performance economico finanziarie della realizzanda infrastruttura.

Il passo successivo potrebbe essere il tentativo di rendere l’Opera Ponte sullo Stretto di Messina autonoma sotto il profilo della redditività, dando ai piloni il ruolo di contenitori di torri, utilizzabili quali sede di grandi Alberghi, Centri direzionali, Uffici di rappresentanza; in tal modo il sistema distorsivo delle “intermediazioni improprie” troverebbe nel perseguimento del profitto da parte di imprenditori selezionati dal mercato, opportune notevoli remore. (Massimo Maniscalco, Mezzogiorno: Quale futuro partendo da questo presente, Le nuove Frontiere della Scuola, numero 17, Aprile 2008).

Sapendo inoltre che, per tornare all’interno della riflessione relativa alla Formazione, se questa importante Opera di valore mondiale e da indotto stratosferico dovesse essere iniziata, le più importanti Imprese ed i più importanti studi professionali del mondo si mobiliterebbero, cercherebbero di utilizzare le più aggiornate tecnologie realizzative, aprirebbero sedi nei territori del Mezzogiorno d’Italia e contaminerebbero con i loro saperi e loro esperienza il tessuto professionale ed imprenditoriale dei territori in questione con ricadute positive, in termine di nuove conoscenze di frontiera sia dei Giovani che delle Istituzioni competenti, enormi ancorché difficili da quantificare preventivamente.

In sintesi, necessario contribuire a trovare un Leader Politico capace di  influenzare l’agenda del Governo prospettando Valori; lavorare con convinzione per la “perequazione” degli stocks degli approntamenti infrastrutturali nelle varie Regioni, a fronte delle gravi attuali sperequazioni a svantaggio delle Regioni meridionali; cercare di far percepire alla Dirigenza politica l’importanza determinante della realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina al fine di rendere operativo ed economicamente produttivo il corridoio europeo Trapani-Mazzara del Vallo\Augusta\Rotterdam e concretamente utilizzabile la Sicilia quale piattaforma logistica.

L’importante insegnamento suggerito\ribadito dalla attuale emergenza pandemica consiste nella valutazione da condividere che l’interesse pubblico deve sempre  prevalere sull’interesse di parte e nella necessità di tutti, ognuno nell’espletamento delle proprie responsabilità, .di comportarsi di conseguenza.

Obiettivo di questa Strategia lo sviluppo e la crescita, la mobilità dei cittadini di questi territori omogenea rispetto a quella dei cittadini di molte altre aree dell’Italia, il rispetto del dettato dell’Articolo 3 della Costituzione, il miglioramento della Qualità della Vita di quote importanti di popolazione, la maggiore realizzazione del Bene Comune Nazionale.

Con singolare coincidenza temporale, in una sua intervista al Corriere della Sera del 31 Maggio 2020, il Ministro Dario Franceschini auspica che la dirigenza politica abbia il coraggio di immaginare e portare a realizzazione che l’Alta Velocità arrivi in Sicilia, fino a Palermo e Catania, passando per il realizzando Ponte sullo Stretto;  dal 4 Giugno è nelle librerie l’ultimo libro del Senatore Matteo Renzi, leader di Italia Viva, dal titolo “La mossa del cavallo. Come ricominciare insieme”; ove sostiene la necessità di passare alla fase della “realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina, opera per la quale i soldi ci sono già, che consentirebbe di fare dell’Alta Velocità una vera infrastruttura nazionale, utilizzando le  risorse  finanziarie presto disponibili per le strade, per le ferrovie, per i porti, le fogne, le scuole, per il dissesto idrogeologico; Opera, il Ponte che potenzialmente costituirà, per il sistema Italia, occasione per fare Marketing  positivo”.; a seguire si sono potute registrare le opinioni favorevoli del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, del Presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci e dell’Assessore alle Infrastrutture Marco Falcone; sembra consolidarsi l’idea, positiva ad avviso di che scrive, che la realizzazione di infrastrutture, purché non marginali, sia fondamentale in ottica di creazione di posti di lavoro; che la realizzazione di un Ponte che unisca Calabria e Sicilia serva ai calabresi, ai siciliani, all’Italia intera, all’Europa della mobilità di persone e merci; questa è la ragione per la quale vanno superate remore, difficoltà, diffidenze e contrarietà surrettizie, queste ultime magari dettate da interessi locali particolari; per onestà intellettuale opportuno registrare anche l’esistenza di  voci contrarie, quali quelle del Professore Giuseppe Barbera dal versante ambientalista, dei Professori Tito Boeri e Roberto Perotti dal versante delle scelte economico sociali, di Gianfranco Zanna..

Ad avviso di chi scrive, gli approntamenti infrastrutturali a vantaggio della mobilità provocano due volte sviluppo nelle aree interessate: con la loro realizzazione in senso keynesiano ed a ragione della loro realizzazione ove siano economicamente sostenibili; il terzo vantaggio è nella osmosi positiva di mobilità, culturale, sociale, economica che inevitabilmente producono.

Quanto sopra rappresentato è il tema (con qualche accenno ad ipotesi rapidamente praticabili nel concreto), dalla soluzione del quale dipenderà la capacità e possibilità di affrontare e risolvere i gravi problemi che ritardano, rallentano le dinamiche di sviluppo, di crescita, tanto economica quanto culturale, di adeguamento della mano d’opera alle nuove esigenze dei cicli produttivi aziendali, alle opportunità nascenti da innovazione tecnologica, robotica, Intelligenza Artificiale, nuovi materiali (fra tutti il grafene: dei primi giorni dell’anno 2020 l’applicazione di questo intrigante materiale in campo industriale, la realizzazione del fondo stradale dell’Aereoporto di Fiumicino).

Obiettivo strategico di questa Visione: ottenere che chiunque, in Italia, abbia voglia e capacità di lavorare possa incontrare una offerta di lavoro compatibile con il proprio percorso di istruzione\formazione, possibilmente senza dovere emigrare rispetto alla propria regione di appartenenza; strumento strategico: l’esigenza prioritaria ed ineludibile di tendere ad eliminare la disparità tra Nord e Sud del Paese, che indicono gli studiosi a parlare di Paese duale..

Chi deve e chi può, dia il suo contributo. Ad Majora..

Massimo Maniscalco