Il ruolo dei media e il peso del potere
Da uno scafato giornalista d’inchiesta, come Ranucci, ci si poteva attendere maggiore accortezza nei rapporti con personaggi già ampiamente discussi come Lavitola? Costui ha fatto tutto da solo o qualcuno lo manda? Soprattutto Ranucci non avrebbe potuto essere meno arrendevole a fronte delle fantasiose suggestioni di potere che gli rappresentava un adulatore? Ma tant’è il profumo del potere evidentemente inebria anche quando è fumo…. figuriamoci l’arrosto….
Fatta questa premessa doverosa, la vicenda di Report non ci deve sorprendere più di tanto. Rientra perfettamente nel copione di una destra che trova la linea portante della propria iniziativa politica nel proposito di smantellare la Costituzione ed il sistema dei diritti e dei doveri, delle garanzie, dell’architettura e della gerarchia dei poteri che essa implica, esige ed impone. Tra cui la libertà di stampa, che in un disegno “organico” di potere va, piuttosto, arruolata a servizio della causa.
Finché non capiremo – e la sinistra non è in grado di farlo – che questo è l’indirizzo di fondo che dà ragione dei comportamenti della destra, non si riuscirà ad organizzare sul piano della rappresentanza, affidata alle forze politiche, quel contrasto che è, invece, nelle corde del Paese e della società civile, come ha mostrato ancora una volta il referendum costituzionale del marzo scorso. Non la sinistra, ma il popolo italiano ha detto “no” ad un’operazione di regime. La destra ha buon gioco – a porta vuota – finché la sinistra non sa fare altro che gingillarsi tra la Schlein e Conte, senza la capacità né di un’analisi corretta del dato politico oggi in campo, né, tanto meno, di dare espressione compiuta a quel “patriottismo costituzionale”, che, ogni qual volta la nostra Carta è stata messa in gioco, gli italiani hanno accampato.
Comando, controllo e autocrazia
Dobbiamo renderci conto che per la destra il potere è comando e controllo. Come dev’essere secondo la logica di “regime” e di egemonia a lungo termine cui lavora. Senonché, il controllo non è tale se non è completo e blindato. Non può permettersi smagliature e tanto meno fessure, com’è stata fin qui Report.
Non è fascismo, reperto storico, consegnato ad una dolorosa memoria. È “autocrazia” – e neppure serve scomodare il povero Trump – cioè la forma moderna di un potere che si fonda, si dà e si giustifica da sé. Una sorta – si potrebbe dire – di potere “transcendentale” che nasce, cioè, a prescindere dall’esperienza del contesto civile in cui opera, anzi si sovrappone e la precede, la organizza e l’accomoda a suo piacimento.
Le responsabilità della sinistra e le prospettive future
La sinistra deve rendersi conto che – per quanto forse neppure lo sappia e nemmeno lo voglia – rischia di apparire o, addirittura, essere organica e, in definitiva, infine, complice di un tale disegno, finché non denuncia il dato “di sistema” che lo favorisce. Senonché, forse, le va bene così. Almeno finché spera di poter rovesciare a proprio vantaggio la patologia strutturale di un sistema esausto, a dispetto di ogni vero distinguo in quanto a concezione del potere, rispetto alla destra.
Domenico Galbiati