Ursula von der Leyen nel presentare il suo Rearm Europe, investimenti per 800 miliardi in dieci anni, ha citato Alcide De Gsperi per giustificare la necessita di realizzare un deterrente comune contro ogni attacco esterno all’Europa
La citazione di Alcide De Gasperi è sbagliata nel metodo e nel merito perché se, egli fu un convinto sostenitore della Difesa comune europea tuttavia ne prevedeva la necessaria evoluzione in una comunità politica ed economica piu vasta e profonda, non essendo solo un insieme di truppe. A tal fine auspicava che l’Italia fosse capace di accettare limiti ragionevoli alla propria sovranità per dare vita al Bilancio Comune, condizione indispensabile per realizzare la Comunità Europea di Difesa.
Ad oltre 70 anni di distanza il bilancio comune non è stato ancora attuato, ma sono state realizzate importanti limitazioni di sovranità da parte dei paesi membri: adozione moneta unica euro; delega alla BCE della gestione dell’Euro e definizione ed attuazione della politica economica e monetaria UE; governance della finanza pubblica europea. Vanno poi considerati l’Agenzia europea per la difesa (EDA), che coordina le iniziative di difesa degli Stati membri ed il Fondo europeo della difesa, per aumentare l’inter operatività tra le forze armate dei paesi membri. Infine, la struttura integrata della NATO chr garantisce la traduzione in operazioni militari delle decisioni politiche.
Dunque, se non sono ancora maturi i tempi per la realizzazione del bilancio unico, tuttavia la struttura integrata della Nato offre un concreto strumento per accelerare l’integrazione delle forze armate dei 27 paesi membri. È una scelta resa necessaria perche la spesa militare europea risulta di 730 miliardi di dollari internazionali nel 2024, ossia il 58% più alta rispetto ai 462 miliardi spesi dalla Russia.
Allo spreco derivante dalla frammentazione della spesa e della produzione per la difesa tra i 27 Paesi si aggiunge anche la scarsa qualità.. Nel 2024, quasi il 60% della nostra spesa per la difesa è andata in stipendi e pensioni del personale militare, il livello più alto tra tutti i paesi Nato (la spesa per il personale negli Stati Uniti è del 25%).
È evidente che il rafforzamento della cooperazione tra gli stati membri in materia di investimenti nel settore della difesa è fondamentale. Così facendo si ha, infatti, la possibilità di risparmiare sui costi e aiutare gli Stati membri a spendere i fondi disponibili in maniera più efficiente acquisendo capacità più interoperabili e meno frammentate nel lungo periodo
Invece il “Rearm Europe” si muove nella direzione opposta perché punta al potenziamento degli eserciti nazionali, grazie ad un aumento del 5 per cento del PIL della spesa per la difesa che nessun paese europeo puo sopportare, soprattutto il nostro. Infatti, Bankitalia sostiene che lo sforzo per il riarmo senza un coordinamento europeo comporta una spesa inefficiente ed inefficace mentre per l’UPB l’aumento delle spese militari, anche con lo scorporo dal calcolo del deficit e del debito nel Patto di Stabilità, causerebbe l’aumento del Debito ed un effetto regressivo sulla Finanza Pubblica
Pertanto, il “Rearm Europe” segue uno schema del tutto opposta a quello che Alcide De Gasperi aveva posto alla base della Comunità Europea di Difesa. Perche non rispetta il “Pari Passo”tra il concetto di programmazione e quello di riforma.
Sotto l’urgenza di costruire una deterrenza militare programma con un provvedimento legislativo un rafforzamento degli eserciti nazionali con un rilevantissimo aumento della spesa militare, rinviandone la concreta attuazione alla effettiva disponibilità, impossibile a verificarsi. Di conseguenza seguirà la sorte di tutte le riforme solo amministrative che vedono la luce a livello legislativo, ma poi rimangono lettera morta.per la mancanza di risorse finanziarie.
Dunque l’alternativa, cannoni o ospedali, che sta infiammando il dibattito politico è un falso dilemma, conseguenza dell’errore di metodo e di merito innanzi dimostrato.
Per convincersene è necessario rifarsi al Disegno di legge dell’on Schlein di riforma della Sanità pubblica (n.1741del 26/02/2024) che, invece, rispetta il Pari-Passo, partendo dalla riforma dell’europeizzazione della finanza pubblica. Di conseguenza, definisce il relativo provvedimento amministrativo con riferimento alla raccomandazione OCSE di ricorrere ad investimenti mirati a produrre significativi risparmi sui costi dell’assistenza sanitaria al fine di più che compensare i costi dell’aumento della spesa sanitaria, richiesto dalle nuove esigenze.
È questa l‘impostazione che, rimediando al mancato rispetto del Pari- Passo nel caso del riarmo europeo, assicura la produzione del bene pubblico “Sicurezza dell’Europa”. Inoltre, il Governo, dovendo reperire 90 euro miliardi per pagare gli interessi del maxi-debito, non ha disponibilità per riarmare il nostro esercito nè puo contare sul bilancio Ue, anch’esso privo di disponibilità nè può fare ricorso al Debito Comune per l’opposizione della Germania.
In conclusione, l’attualità della vera impostazione di metodo e di merito della degasperiana Comunità Europea di Difesa consente di rielaborare il “Rearm Europe”, impostandolo solo sul coordinamento europeo. In tal modo è possibile recuperare le risorse derivanti dall’eliminazione delle vistose diseconomie che sarebbero determinate dal riarmo degli eserciti nazionali ed eliminare il falso dilemma cannoni od ospedali.
Antonio Troisi