Giorgia Meloni ha scoperto di avere il numero di telefono del suo alleato Netanyahu ed ha emesso il “ruggito”.
Ci sono voluti sessantamila morti e molti, ma proprio molti di più feriti, mutilati, una cifra enorme di sfollati e di affamati. E c’è voluto un sussulto di dignità da parte di altri governanti europei e dell’Occidente, forzati dai loro popoli. C’è voluto Sergio Mattarella che riesce sempre a supplire l’insensibilità umana e politica di questo Governo. Ma così facendo il Presidente riesce almeno un po’ a non farci vergognare completamente, come italiani e come esseri umani.
Il “ruggito” di una telefonata di Giorgia Meloni per farle dire finalmente a Netanyahu che “la situazione è insostenibile”. Le è sfuggito almeno un po’ di quello che il mondo intero dice da quando ha preso chiaramente forma il disegno degli attuali governanti d’Israele andato da un pezzo troppo oltre una legittima risposta al feroce attacco terroristico di Hamas del 7 ottobre 2023.
E sul tavolo non può bastare mettere una reprimenda di circostanza. O l’annunciare che giungeranno con il paracadute anche gli aiuti italiani alla popolazione affamata di Gaza. Non basta più una richiesta di moderazione.
O la Meloni non è informata adeguatamente o sfoglia superficialmente i giornali di tutto il mondo che contano. Non solo i compiacenti e servirli quotidiani di casa nostra.
Sul tavolo c’è il cruciale passaggio politico di un intervento risoluto. Non solo perché il massacro cessi, ma affinché si vada alle sue cause profonde. E cioè, come in tanti sostengono, lo fa anche INSIEME (CLICCA QUI e QUI), che si cominci a lavorare davvero per giungere al riconoscimento dei due popoli e dei due stati. Costi quel che costi. Anche le alleanze internazionali di Giorgia Meloni. ![]()