L’assassinio tragico del giovane attivista, Kirk, baldo sostenitore del “Tycoon”, ci colpisce umanamente, sebbene non ci meravigli più di tanto, essendo a conoscenza dei noti precedenti . Sia considerando la storia contemporanea della politica d’oltreoceano (innumerevoli i martiri civili e politici), sia e tanto più per l’andazzo in cui versa buona parte della società statunitense.
Mi riferisco al processo di proliferazione delle armi, belliche e non, e della loro detenzione tanto vasta, praticamente a qualunque età. Sì, avete letto bene!
Riporto, più o meno testualmente, un aneddoto di alcuni anni fa. Mi trovavo nei locali di un circolo romano quando ebbi la ventura di ascoltare una notizia sconfortante e davvero sbalorditiva da un consocio: “Dei miei conoscenti di New York sapete mai che cosa hanno donato per la prima comunione del nipote? Una pistola!”. Silenzio assoluto.
Partendo da questo antefatto, c’è molto da riflettere su tutto il resto, che riguarda la “più grande democrazia dell’Occidente”, a molti “analisti” risultante già in piena crisi di sistema. Anche perché, solitamente, gli USA sono per noi un grande esempio da emulare ad ogni costo nei comportamenti individuali e nelle tendenze sociali. La qual cosa, ovviamente, non può non preoccuparci e di conseguenza ne dovrebbero sentire la responsabilità le nostre autorità di governo, specialmente un tal Salvini che da Ministro dell’Interno evocava l’uso delle armi per la difesa strenua del proprio domicilio ed incolumità personale.
La linea politica dell’attuale Amministrazione, anche in virtù del neonato Dipartimento della Guerra, come atto formale che vuole affermare la nascita di un vero e proprio “Stato di polizia”, induce all’utilizzo spesso sconsiderato delle armi da fuoco nel peggior solco filosofico del principio homo hominis lupus . Quindi porta, quasi inevitabilmente, verso una strategia della tensione, della vendetta privata, degli attentati e delle stragi di innocenti, siano esse negli istituti scolastici, discoteche o supermarket.
Il super-presidenzialismo è tutt’altro che rassicurante, come non lo è il super-sovranismo “casareccio” o europeo, quali forme di estremizzazione ideologica che accentuano lo stress cui siamo già esposti dopo il periodo del Covid a causa della guerra ucraino-russa e poi del massacro dei palestinesi (si badi, non della guerra, magari direi del genocidio che è, così, avvertito dalla maggioranza degli italiani – ultimi sondaggi).
E’ ora che la nostra amata nazione, nonché i capi di governo dell’Ue si disallineino da questo modo, violento, autodistruttivo e/o disumano che serpeggia nella “governance” di un mondo occidentale che deve riappropriarsi dei propri valori etici e religiosi della vita civile, essendo l’Europa il continente in cui nacque la democrazia, sul colle ateniese, oltre tremila anni fa.
Michele Marino