Ogni forza quando deve affrontare un passaggio politico rilevante e delicato, deve o dovrebbe tornare alla fonte originaria del proprio pensiero e specchiarsi nelle motivazioni ideali da cui ha mosso i suoi primi passi.

Il rumore di fondo dell’ accadere quotidiano è, soprattutto di questi tempi, tale e tanto da indurci in tentazione.
Ci spinge, cioè, a scambiare le contingenze del presente con l’effettiva natura di processi storici che, per quanto non ne possano prescindere, mai si esauriscono nell’ effervescenza del momento.

Tutto ciò vale anche per INSIEME, nata nel segno dell’ autonomia e dell’ ispirazione cristiana. Forza minuscola, eppure laicamente aperta al confronto con tutti. Votata, in primo luogo, ad offrire, anzitutto ai cattolici, un’occasione di riscatto dall’ obbligata “ubbidienza” cui sono costretti oggi, a destra come a sinistra. Peraltro, senza alcuna ambizione di “unificarli”. Anzi nella piena consapevolezza che la pluralità delle loro opzioni politiche è un dato consolidato. Da considerare, oltretutto, non una dissipazione, ma una ricchezza in più secondo cui si articola il discorso pubblico nel nostro Paese. Una condizione, dunque, dalla quale non si torna indietro, per quanto ciò impegni comunque i credenti ad una puntuale verifica della coerenza che corre tra il magistero sociale della Chiesa e le scelte politiche che vanno, di volta in volta, ad assumere.

INSIEME è orientata, altresì, ad offrire alla generalità degli elettori l’ opportunità di liberarsi da quella camicia di forza del bipolarismo maggioritario che li sta confondendo e li allontana dalle urne. Questo esige che chi è in grado di farlo deve assumere l’ onere e la responsabilità di costruire ed avanzare una proposta politica che sia alternativa a ciò che oggi passa il convento e, dunque, nasca da un pensiero rinnovato e forte. Il quale non sia tributario dell’ obbligata polarizzazione e della reciproca delegittimazione dei due schieramenti dominanti nel nostro attuale sistema politico. “Autonomia”, ad ogni modo, assolutamente non vuol dire, autoreferenzialità o integrismo, olimpica indifferenza al contesto oppure affermazione di un’identità inossidabile che si erge a giudicare il mondo, piuttosto che a percorrerlo e viverlo dal di dentro, recandovi il contributo della propria originalità.

E, dunque, nel nostro specifico caso, la riscoperta dell’ “ intensità umana” di un processo culturale e politico, che sia costruito non sulla sabbia dell’ opinabile, bensì sulla roccia del valore ontologico della persona e lo assuma nel rispetto della singolare ed inderogabile soggettività di ognuno.

E’ superfluo dire che si tratta di un compito cui nessuna forza – ovviamente a cominciare da INSIEME – può provvedere da sé ed è, dunque, necessario esplorare il campo delle possibili convergenze attorno ad un disegno comune, che rispetti la fisionomia peculiare di chiunque vi concorra. E trovi nella Costituzione repubblicana il terreno del proprio “ubi consistam”.

Si tratta, dunque, di dare avvio e sperimentare un percorso di progressiva aggregazione molecolare fra tante presenze ancora vitali, ciascuna delle quali è singolarmente incapace di raggiungere la massa critica sufficiente a rappresentare una voce reale e nuova nel discorso pubblico del nostro Paese. Si tratta di convergere, un passo dopo l’altro, eppure secondo l’ urgenza di un appuntamento elettorale sempre più vicino, attorno ad un disegno comune. Dando vita ad un patto di elaborazione e di impegno concorde, che sia rispettoso della specifica identità di ogni forza che vi concorra, senza cadere nel pericoloso equivoco di pateracchi confusivi.
Si tratta, in buona sostanza, di proporre agli italiani, sicuramente alle forze politiche, ma anche alla viva e personale responsabilità di ogni cittadino, un’opzione politica nuova. Secondo un indirizzo orientato verso la creazione, come su queste pagine è già stato detto in altre occasioni, di una “coalizione popolare e liberal-democratica” di forte carattere sociale e di impronta ambientalista. Che sia alternativa da un lato alla destra nazional-sovranista, dall’altro al “campo largo” di una sinistra di stampo radicale e movimentista. E restituisca al Paese un momento di verità, non di mera rincorsa al potere.

Domenico Galbiati

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