Una ipotesi di dodecalogo per gli Associati che vogliano impegnarsi in politica.

Il punto di partenza: educazione, istruzione, formazione, specializzazione, selezione; l’educazione è lo strumento che rende eguali gli uomini, (Horece Mann);  Niente è possibile senza gli uomini; niente è duraturo senza le Istituzioni.

I riferimenti: La Costituzione, la Legge, la Dottrina Sociale della Chiesa.

I valori: Libertà, Giustizia, Pace, Primato della persona, Democrazia sostanziale, Eguaglianza, Famiglia, Lavoro, Solidarietà, Diritto ad avere Diritti; Doveri. La qualità della convivenza civile dipende dai Valori che la cementano; esistono leader che vogliano proporci di rigerarchicizzarli? Il bravo leader è colui che sa dire di no.

L’azione: Compiere i doveri del proprio stato; Fare sempre meglio, prima, di più; ricercare il Bello, il Bene, il Giusto, il Vero; Osservare la regola d’oro comparsa già nel V° secolo a.c.: “Non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a Te; fai agli altri ciò che vorresti fosse fatto a Te”. Vivere il Comandamento del Vangelo: “Amatevi gli uni con gli altri”; Lavorare alla costruzione di una Dirigenza proporzionata ai compiti che si devono svolgere. Ricordare sempre che è il Sabato per il Signore e non il Signore per il Sabato.

La Scuola: palestra formativa[1] della Comunità, cosa vi si dovrebbe insegnare (economia e finanza, problem solving, capacità di comprendere i media, creatività, capacità di dibattere[2]) e dall’insegnamento dello spirito critico e dell’autonomia di giudizio in ottica di formazione delle coscienze; sviluppo di una personalità autonoma, critica, responsabile capace di vivere il pentanomio “cercare, scoprire, capire, interpretare, innovare”;  preparazione a vivere Pensiero, Progetto, Visione,. Serve partire dal “Merito”, inteso come combinazione tra capacità ed impegno di ciascuno, sol che ciascuno sia messo nelle condizioni di esprimerli ricevendo gli stimoli culturali adeguati a renderlo pienamente se stesso[3], solo antidoto ai “privilegi sociali”[4], cercando costantemente di contemperarlo con le “tutela di deboli e svantaggiati”. Solo dopo, viene la preparazione all’inserimento nel mondo delavoro, con tutta lasua grande importanza.

Il Lavoro: (investimenti pubblici, infrastrutture pesanti e pensanti, manutenzioni, project financig, concorso di idee); Quando il Mercato langue occorre che la politica di sviluppo e crescita, finalizzata a Perequazione, Coesione sociale e territoriale, Convergenza, sia guidata dallo Stato, anche investendo sull’avanzata delle piccole e medie imprese anche tramite specifiche politiche fiscali; a titolo individuale, cercare lavori senza posto e non posti senza lavoro;

I contenuti: migliorare la produttività individuale; introdurre nuove tecnologie nei processi; lavorare e far lavorare per risultati e non per adempimenti; cambio di mentalità: essere imprenditori di se stessi; a titolo personale la parole chiave sono impegno e competenze finalizzati al risultato; è dal Mezzogiorno che deve partire l’ulteriore sviluppo del Paese; Mezzogiorno, che deve potere rappresentare, tramite idonei interventi infrastrutturali, Piattaforma logistica europea nel Mediterraneo, Porta Sud dell’Europa, secondo motore industriale, manifatturiero, commerciale, logistico, propulsivo dell’intero Paese, luogo ove sia realizzata la piena occupazione.

La crescita: importante realizzare Riforme e Realizzazioni previste dal PNRR; oltre, serve un modello: il turismo, l’agroalimentare? Dipende dalle peculiarità dei territori. Serve, comunque, l’attrazione degli investimenti esogeni; la comunicazione esterna (e non la mera pubblicità) come strumento di innovazione; la funzione sociale della cultura (biblioteche, musei, cinema, teatri, attività culturali sono fattori importanti per la coesione sociale delle comunità e per garantire alle stesse adeguata tenuta); la coesione deve essere tanto sociale quanto territoriale;

Le parole d’ordine: presenza, ascolto, visione, progetto, speranza, fiducia, futuro.

I fini: La Buona politica in funzione di Bene comune; cercare di fare la differenza nella vita delle persone; lotta alle povertà, alle diseguaglianze, alle ingiustizie (le èlite dovrebbero ben tenere presente, per convenienza, che vi è un nesso stringente tra l’aumento delle diseguaglianze e la rivolta popolare contro le stesse èlite come anche il momento presente si prende pressoché ovunque in vari modi incarico di dimostrare); miglioramento misurabile della Qualità della Vita; conseguimento del Bene comune; l’uscita dalle crisi morale e culturale;

Unico Obiettivo a cui puntare: un Futuro migliore per l’Italia

Le remore: i pensieri opachi e non esplicabili pubblicamente, la Politica egoista e funzionale ad interessi di fazione, le intermediazioni improprie e la corruzione; la mala burocrazia, la lentocrazia, la kakistocrazia; la cooptazione di complici tra complici; il conseguente deficit di classe dirigente con il suo portato di gravi peccati in opere ed omissioni, la remora più grave di tutte.

Così, purtroppo, spesso, si ritorna al punto di partenza del dodecalogo.

Massimo Maniscalco

 

[1] Così la definiva Platone.

[2] Capacità di dibattere, confrontandosi lealmente, tra compagni, con i Docenti, con gli studenti di altri Istituti della propria Città, con gli studenti di altre Città del nostro Paese.

[3]  Giuseppe Savagnone, Tuttavia, La Scuola ed il dibattito sul Merito, 3 Novembre 2022.

[4] “E’ curioso vedere che gli uomini di molto merito hanno sempre le maniere semplici e che sempre le maniere semplici sono prese come indizio di poco merito”, Giacomo Leopardi.