In questo tempo di crescita nel Partito INSIEME ho scelto di occuparmi di un tema assai complesso: il coinvolgimento dell’associazionismo cattolico in un progetto politico di trasformazione.

Da alcuni anni mi batto perché il valore che ciascun movimento ecclesiale o associazione contiene all’interno del proprio carisma fondativo sia messo a servizio anche per ridare funzione ad una politica da purificare, rinnovare, trasformare.  Ma il compito ha la sua difficoltà soprattutto perché richiede una certa analisi su particolari dinamiche e logiche del tutto umane che, però, vanno a danneggiare il motivo nobile sul perché siano sorte tante Associazioni e Movimenti ecclesiali dal dopoguerra ad oggi.

La nascita dei tanti gruppi, storicamente, la possiamo definire come il riscatto di una Italia che desiderava uscire da detriti e paludi umane che una guerra aveva prodotto. È vero che la Resistenza ha liberato, ma sono stati soprattutto i cattolici a rimboccarsi le maniche e a lavorare per la ricostruzione antropologica e culturale di un popolo dopo tanto dolore e devastazione. Oggi non abbiamo città o industrie da ricostruire come nell’Italia del dopoguerra, ma abbiamo ben altri problemi da affrontare nell’agenda da qui ai prossimi 30 anni, da non paragonarsi ahimè ai tempi della fine della seconda guerra mondiale. Abbiamo comunque una terza guerra,  economica e troppo vicino a noi, in armi. Abbiamo un Pianeta da salvaguardare in termini ambientali, abbiamo uomini e donne da rianimare dopo il perdurare di una crisi pandemica che ha già provocato vittime nel corpo e nell’animo, soprattutto dei giovani. Da qualche giorno abbiamo una Italia devastata da tatticismi di politici e partiti che hanno dimostrato di non amare il popolo italiano.

Dunque, non abbiamo molto tempo ancora per dibattere, occorre passare all’azione comune usando strategie di condivisione e armonizzando le numerose buone pratiche e idee. Ma soprattutto occorre il coinvolgimento di quelle persone che per il momento storico, sociale e antropologico che viviamo, con coraggio sappiano offrire le proprie competenze al Partito Insieme che si presenterà alle prossime politiche il 25 settembre 2022. Questa richiesta non va percepita come una squallida proposta di “arruolamento”.

È una sfida epocale che merita di essere quantomeno ascoltata. Diversamente, come cristiani, non saremmo più credibili, ma soprattutto lasceremmo la voce di Papa Francesco inascoltata sui grandi temi ineludibili, o ancor più grave, il nostro immobilismo di laici, farebbe apparire la frammentazioni interna del mondo cattolico, come qualcosa di irreparabile. Davanti a simile scenario è giunto il tempo di rompere il silenzio ed essere rianimatori di Speranza, soprattutto quando tutto quello che ci circonda parla di morte: crisi ambientale con conseguenze catastrofiche, pandemie, guerre, leggi che autorizzano omicidi, per esempio come inserire il diritto all’aborto «sicuro, legale e gratuito» nella Carta dei Diritti fondamentali dell’Unione Europea… Ma cos’altro dovrebbe accadere per farci rialzare le braccia e prendere dall’Alto la forza di reagire?
Questo scenario sta rendendo la vita, il quotidiano, impossibile da vivere .Ecco perché molte persone oggi hanno attacchi di panico, entrano nel tunnel della depressione, non riescono più a partecipare in modo responsabile alla vita sociale e figuriamoci alla politica. Colpa anche dei media e delle multinazionali della comunicazione globale che entrano nelle nostre case e bombardano la testa delle persone, grandi e piccoli, facendo passare tutto per normale quando non lo è affatto.
Negli ultimi trent’anni tutto è stato organizzato molto bene: dal consumismo siamo entrati nel relativismo per passare all’individualismo che apre dentro l’uomo scenari di disperazione e senso di impotenza. Siamo stati indotti a puntare sulla globalizzazione buona, quella che avrebbe dovuto coinvolgere popoli verso una comunità di vita. Siamo stati traditi, invece, da chi questo sentire il mondo la casa di tutti, l’ha trasformata in una prigione collettiva. La libertà tanto evocata, oggi, è stata l’esca alla quale tutti abbiamo abboccato non sapendo che l’entusiasmo iniziale ci avrebbe condotti verso il baratro. Ma forse qualcosa si può fare…
Certo serviranno atti di coraggio, di verità e di coerenza. Coraggio nello scegliere un Partito appena nato che adotta l’Autonomia come distacco politico per il superamento dell’esperienza bipolare italiana. E non escluderei anche in senso psicopatologico. Di Verità come atto di riconoscimento che: gli attuali partiti non esprimono quei valori di prossimità, di giustizia, di attenzione alla Persona. Né umanamente, tanto più cristianamente parlando. INSIEME nel fare Verità, si rivolge allora non a tutti i partiti, farà molta attenzione a formulare eventuali alleanze con la sola pretesa della centralità della Persona come punto essenziale da dove partire come programma di rinascita del Paese. Soprattutto, noi di Insieme cercheremo di promuovere una nuova azione politica ricercando nella passione delle persone, nei territori e nei corpi intermedi, attraverso un dialogo ispirato al principio di Fraternità, quella Verità di persone libere, allenate alla gratuità, vincenti nell’aver dedicato magari tutta una vita, o all’aver cominciato da poco, a costruire porzioni di bene comune. Ora è tempo che si agisca insieme “puntando alla capacità di far interagire le diversità”.
Infine, occorre esercitare la coerenza, sorella della Verità. Oggi, i nostri politici che si definiscono cattolici si ritrovano nel Parlamento divisi in tanti partiti e tutti sappiamo che questa separazione ha compromesso la loro forza. Passati alcuni anni, ci ritroviamo una Italia che sembra non appartenerci più, che stupisce nel vederla senza anima, non più accogliente come una volta. Completamente trasformata ma con un falso “make up”. Apparentemente determinato dal passo galoppante di una Europa anch’essa difficilmente riconoscibile rispetto ai principi che ne hanno costituito le fondamenta. Coerenza vuole allora che i politici cattolici compiano atti di coraggio, verità e coerenza.
Ecco alcune parole del nostro Manifesto (CLICCA QUI):
“I princìpi sono indispensabili perché indicano la direzione verso cui andare per realizzare il “bene comune”, inteso come il bene di tutti gli uomini e di tutto l’uomo.
Il nuovo soggetto politico contribuirà alla riscoperta di un “pensiero forte” nel riferimento ai principi della Costituzione, del Pensiero sociale della Chiesa e delle varie dichiarazioni sui Diritti dell’uomo”. A tutti quei politici, corpi intermedi, movimenti ecclesiali, persone di buona volontà che sentono questa esigenza di verità, coerenza, coraggio nel trasformare questo sistema politico alla deriva anche sul piano della democrazia, noi di INSIEME chiediamo di unirsi a questa sfida. Scegliere oggi la strada più facile, già costruita su un consenso poco attendibile, optare per un centrodestra populista o un centrosinistra a favore di scelte non condivisibili perché contro la Vita, non è più accettabile. Sarebbe solo una corsa ai posti di potere per convenienza, di gioco facile ,magari aiutati anche da un astensionismo al 60%.
Questo è il mio desiderio, un sogno che è diventato realtà. Questa è la mia “buona battaglia”, questo è il cammino di INSIEME, con tanti amici, verso il prossimo 25 settembre 2022. “L’isolamento e la chiusura in se stessi o nei propri interessi non sono mai la via per ridare speranza e operare un rinnovamento, ma è la vicinanza, è la cultura dell’incontro. L’isolamento, no; vicinanza, sì. Cultura dello scontro, no; cultura dell’incontro, sì”( Fratelli tutti n.30)”.
Eleonora Mosti