Ogni giorno siamo costretti a registrare cose di Israele di cui non vorremmo davvero prendere nota.

I militari israeliani ritornano a sparare sulle truppe dell’Unifil in Libano, tra cui è presente un importante contingente italiano. E’ lo stesso Ministro Crosetto a parlare di gesto intenzionale, ma dimentica che quando accadde la prima volta aveva minacciato: “la prossima volta risponderemo al fuoco”.

Oramai le autorità e i militari con la Stella di Davide pensano di poter davvero fare impunemente quello che a loro meglio piace. Contando sulla lunga pavidità di tanti governi. Anche di quelli che si dicono da soli di essere tornati centrali nell’agone internazionale, ma intanto fanno mancare di rispetto anche alla vita dei nostri militari impegnati da caschi blu, alla loro bandiera e a tutti noi.

E, ciliegina sulla torta, giungono due altre notizie che vanno chiarite. La prima, dal porto di Ravenna sarebbe passata una nave carica di armi provenienti dalla Repubblica Ceca e diretta in Israele. E’ vero? E’ anche vero che l’attracco non sarebbe stato autorizzato? Nel caso che così fosse non si configura una collaborazione con quelli che stanno violando il Diritto internazionale e sono finiti sotto processo di fronte alla Corte Internazionale Penale? Inoltre, sarebbero stati segnalati aerei israeliani nell’aeroporto di Sigonella. Il Governo ha risposto con un laconico “si tratta di supporto logistico”. A cosa? A mezzi utilizzati per la distruzione di Gaza?

Intanto, a conferma che viene fuori anche della involontaria macabra ironia, sappiamo da The Jerusalem Post, che in Israele c’è grossa preoccupazione per gli scolari che vanno a scuola senza mangiare e sono chieste donazioni per l’organizzazione Nevet organizzatrice di programmi per la distribuzione di panini. L’allarme è stato lanciato perché  quest’anno la percentuale dei bambini e dei giovani israeliani che si presentano a scuola digiuni e senza panino nella cartella è cresciuta del 35%. La Nevet sostiene di distribuire quattro milioni di panini all’anno agli studenti. Certo, se facessero un salto anche a Gaza …

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