314 ex diplomatici e funzionari europei hanno scritto ai leader dell’UE sollecitando una risposta “molto più” decisa alla guerra a Gaza, inclusa la sospensione totale dell’accordo di cooperazione dell’Unione con Israele.

Nella lettera è chiesto anche il riconoscimento dello Stato di Palestina alla vigilia dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York nel corso della quale, ai 147 paesi che lo hanno già fatto si aggiungeranno Francia, Belgio, Regno Unito, Canada e Australia.

Gli ex funzionari Ue chiedono insomma che ci sia un’azione più decisa nei confronti di Israele dopo che vi è comunque stata una presa di posizione da parte della Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nei confronti del governo israeliano, e il voto del Parlamento europeo che ha approvato una risoluzione sulla questione palestinese dopo anni ed anni. Dopo la richiesta di sanzioni contro i ministri estremisti e la sospensione della parte commerciale dell’accordo di associazione UE-Israele, la von der Leyen ha anche annunciato il congelamento del sostegno finanziario al governo israeliano: 6 milioni di euro (5,2 milioni di sterline) di fondi regionali annuali e un finanziamento di 14 milioni di euro per le istituzioni pubbliche. Ma Michael Doyle, ex ambasciatore dell’UE e co-organizzatore della lettera, ha dichiarato a The Guardian: “È stato positivo sentire gli annunci di ieri, ma ovviamente ora vogliamo vedere quelle parole trasformate in azioni”.

La lettera è stata firmata da quasi 140 persone che hanno lavorato come diplomatici dell’UE o alti funzionari della Commissione, nonché da 175 diplomatici di Stati membri dell’UE, tra cui Belgio, Francia, Spagna, Italia e Germania. Il sostegno dei diplomatici tedeschi e italiani – commenta The Guardian – è considerato particolarmente significativo, poiché entrambi i paesi stanno contribuendo a bloccare una proposta di sospensione dei fondi di ricerca dell’UE destinati a organizzazioni israeliane.

 

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