Facendo seguito al contributo di Michele Marino dell’11 luglio scorso su questo giornale online (CLICCA QUI), di cui condivido tutto l’esposto, intervengo quando ormai la frittata è fatta ad integrazione sull’attualità della situazione.

Da mesi non piove. Fiumi, laghi, torrenti, invasi, corsi d’acqua irrigui, sono giunti a livelli bassissimi di portata e si è attivato il razionamento. Le falde potrebbero iniziare a entrare in sofferenza.

Perché non sfruttare il tempo siccitoso per iniziare massicciamente le opere di prevenzione del rischio idraulico da inondazioni? Il basso livello di acqua, sta facendo emergere detriti, rifiuti, materiale boschivo franato nei corsi d’acqua, campate dei ponti ostruite. Canali irrigui nella medesima situazione. Lo stato di salute degli impianti di deflusso delle acque meteoriche, come si presenta? Se osserviamo solo la manutenzione del deflusso delle acque stradali c’è da preoccuparsi.

La cementificazione incontrollata ha costretto l’acqua a divenire irruente nel reperire lo sfogo durante il suo transito. Al minimo temporale il suo deflusso è ostacolato pesantemente.

Perché non estendere il principio e il dettato normativo della Legge “Salva Mare” anche al resto del patrimonio ambientale?

Ogni Amministrazione Comunale dispone di aree di raccolta differenziata: i proprietari agricoli, i consorzi di bonifica, le Autorità di governo dei grandi fiumi e laghi, i proprietari di insediamenti boschivi di altura e di pianura, devono essere invitati e incentivati alla pulizia e al mantenimento dei corsi d’acqua afferenti alle proprietà, conferendo gratuitamente alle aree di raccolta differenziata i rifiuti rinvenuti (differenziati o meno che siano).

Altresì le società partecipate comunali di gestione del “Sistema Acqua” e del “Sistema Rifiuti” sfruttino questo periodo di assenza di precipitazione per effettuare un’opera incessante di controllo degli impianti di deflusso delle acque meteoriche (e anche delle acque nere pubbliche).

Considerato che uno dei principi cardine del sistema di Protezione Civile è la Prevenzione, è il momento giusto per far operare i vari gruppi comunali, provinciali e regionali di Protezione Civile a supportare e collaborare con i vari enti e con i cittadini frontisti di corsi d’acqua, per la pulizia, la manutenzione e il ripristino ove necessari.

Il cittadino verifichi, nella sua proprietà di residenza e domicilio, che tutto ciò che riguarda la prevenzione del rischio idraulico sia in buon funzionamento. Gli amministratori condominiali e i gestori degli edifici pubblici e privati comincino a valutare l’attuazione dei controlli di sicurezza.

E per concludere, visto il “bel tempo”, che le opere edilizie pubbliche e private in atto, c’è da sperare vengano concluse o almeno messe in sicurezza prima dell’autunno.

Fossimo un Paese che non dispone dei molteplici servizi di cui sopra, il danno sarebbe inevitabile: ne disponiamo massicciamente, pertanto serve volontà.

Stiamo soffrendo per la siccità, ma non vorremmo soffrire per le eventuali prossime inondazioni, creando una ulteriore emergenza che sempre comporta perdite di vita,  perdite di proprietà, perdite di territori, costi e rallentamento del Paese.

Marco Torriani