Ne parliamo nonostante la pena che fa il nostro Ministro al “sovranismo alimentare”, Francesco Lollobrigida, perché costui sta al Governo. Siamo costretti ad occuparcene nonostante un cristiano senso di carità porterebbe ad ignorare le cose che spesso ci propina sollevando l’ilarità e la preoccupazione generale. Complici troppi “sguatteri” che porgono il microfono o che si arrampicano sugli specchi per difendere l’indifendibile.
Non è da oggi che sappiamo cosa valgono i nostri prodotti e il nostro agro-alimentare. Non c’era bisogno per questo che la Meloni e l’ex cognato lo scoprissero. Poveri dilettanti allo sbaraglio che pure di confermare l’attitudine a mettersi sotto tutela s’inventano persino di produrre la bresaola con la carne americana.
Pensano di fare un furbata per compiacere il loro padrone d’oltre Oceano. Non si rendono conto del danno irrimediabile che fanno al nostro Made in Italy, da decenni soggetto ad attacchi e contraffazione di ogni genere, cui loro, invece, pomposamente dicono di dedicare l’impegno del Governo.
Che bella idea essere noi stessi i primi ad ufficializzare porcherie del genere che, fatalmente, dalla bresaola passeranno a tutte le altre nostre eccellenze. Dal parmigiano, al prosciutto, alla mortadella, a tanti vini.
Quand’è che gli italiani si decideranno a rimandare questa gente incapace, e in vendita, nelle sezioni di periferia da cui sono venuti e nelle quali, giustamente, sono rimasti per decenni da frustrati e da sopravvissuti ad una storia che li aveva lasciati dove meritavano di restare. Almeno là non potevano rovinarci la… bresaola. 