A malincuore gettarono le monetine a Bettino Craxi quelli dell’Msi, oggi tutti in Fratelli d’Italia. A malincuore perché se ne privavano. Ma sperando nell’investimento il cui frutto, poi, arrivò. Ce lo confermò abbastanza presto quel Franco Fiorito – il Batman di Anagni ed allora nel Popolo delle libertà proveniente dal Msi e tra i principali lanciatori delle monetine al Segretario socialista – condannato per le prime ruberie fatte una volta giunti al potere nazionale e locale grazie a Silvio Berlusconi. I leghisti – quelli del cappio sventolato alla Camera, si ricorderà – erano ancora alla “Roma ladrona” e il resto della destra continuava a parlare dei “forchettoni di stato”. I magistrati erano portati sugli scudi.

Poi, però, molto è cambiato e con una crescente insofferenza per i controlli: i giustizialisti sono diventati decisi avversari della Magistratura. La scusa per nascondere il vero volto da assatanati del potere e per riempire impunemente di soldi gli amici loro. E cercando pure di fargliela fare franca.

Con la decisione ultima sulla Corte dei conti lo stanno solo confermando. Ma come si fa a pensare che i Magistrati amministrativi possano in 30 giorni fornire un parere su progetti da miliardi? Basti l’esempio del pasticciato accrocco di Salvini sul Ponte sullo stretto. Non a caso bocciato perché non ha rispettato né norme europee né quelle italiane. Ma quanto c’hanno dovuto mettere i giudici contabili ad esaminare i faldoni e faldoni richiesti da un progetto che vale miliardi e miliardi di euro? Siamo quindi di fronte alla palese autorizzazione alla ruberia sistematica che diventerà norma.

La Meloni e Salvini ci scuseranno se abbiamo preso a prestito il loro linguaggio di quando facevano gli oppositori in attesa di.. mettersi a tavola. E che tavola! Visto che, togliendo alla Corte dei conti ogni possibilità di svolgere alcun controllo degno di questo nome, si aprono vere e proprie praterie per i “cow boy” della cosa pubblica. Italiani, fratelli o sorelle che siamo o meno, prepariamoci al peggio. Le innegabili ruberie della Prima Repubblica diventeranno peccati veniali.

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