Anziché cercare – e non ci ha provato solo la destra – di strapazzare malamente la Costituzione, dovremmo rileggerla e farne oggetto – articolo per articolo – di uno studio rinnovato, traguardato attraverso i temi e gli argomenti, le provocazioni e le sfide che il tempo presente squaderna davanti a noi.

Una meditazione ed un ragionamento. La prima per riscoprire, scostando la cenere della consuetudine e la coltre del tempo, la freschezza originaria dei principi che attesta. Il secondo per applicare la griglia di questi assunti alle trasformazioni che ci assediano ed, a tratti, ci minacciano, per provare a comprendere come si possa governarle verso obiettivi di arricchimento del “valore umano, come lo evocava Aldo Moro, della nostra città planetaria e globale.

Detto per inciso, una dei pregi della nostra Costituzione è anche di essere scritta molto bene. Se la si legge attentamente, in ogni articolo non c’è una parola di troppo e neppure una di meno. Ogni parola è illuminata da quelle che le stanno attorno e la accompagnano e che, a sua volta, concorre ad illuminare. Ne risulta un testo compatto e coerente che da’ conto di concetti complessi con una esemplare lucidità, senza ricorrere a semplificazioni che ne altererebbero l’ autentico significato.

Non so se ed in che misura lo si faccia o meno, in modo programmatico oppure del tutto discrezionale, ma la Costituzione andrebbe portata o riportata dentro le scuole, soprattutto nelle classi dove vi sono i figli degli immigrati, poiché rappresenta il tramite per cui si nasce italiani, ma pure “italiani si diventa”. La Costituzione è il portato ed, infine, l’ approdo e la sintesi in cui si compendia il percorso di una storia e di una civiltà che hanno plasmato il carattere ed il sentimento del popolo italiano. E’ il faro che ci accompagna su cammini inesplorati nel tempo della globalizzazione e della crisi ambientale; dello sviluppo incalzante della tecnica che precede di gran lunga la maturazione etica di cui avremmo bisogno per governarla; nella stagione della transizione dal linguaggio analogico a quello digitale e della crescita esponenziale della comunicazione; nella fede storica delle migrazioni e dello sviluppo multietnico delle nostre società. Nel momento di una crisi drammatica delle relazioni e del diritto internazionale che ha acceso una cascata di conflitti armati ingovernabili.

Ed è così per i credenti – cardine altrettanto fondamentale della convivenza civile – anche la Dottrina Sociale della Chiesa e la consonanza tra quest’ultima ed, appunto, la Carta Costituzionale, in ordine al rispetto della dignità incontrovertibile della persona, del suo primato e della sua centralità nell’ architettura complessiva dell’ ordinamento civile e politico-istituzionale.

Domenico Galbiati

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