I risultati delle elezioni americane consegnano un giudizio netto contro il Presidente Trump. I suoi seguaci, ed aspiranti emulatori, non hanno retto bene il colpo. Così i “trumpiani d’Italia” hanno provato a minimizzare. In tv e sui giornali – quasi come se fosse circolata una velina al riguardo – più d’uno hanno provato addirittura a rovesciare il risultato di New York facendolo diventare una sorta di “polpetta avvelenata” per i democratici che hanno vinto nella città più importante d’America. Sorvolando sul fatto che Trump ha perso dappertutto. Eppure, gli elettori negli Usa sapevano benissimo chi fosse il candidato ufficiale del partito nella “Mela”, quello che Trump ha continuare a definire un comunista.

C’è chi ha paura di diventare orfano di Trump e, pertanto, prova ad elaborare una sorta di lutto per dei risultatati che non erano certo attesi nella dimensione in cui sono emersi, visto che Trump non ha vinto neppure una delle tante competizioni, e di tutti i generi, che si sono svolte negli Stati Uniti due giorni fa.

Cosa che non ha alcun senso esaltare da parte della sinistra tanto diverse le condizioni che rendono del tutto differenti noi rispetto agli americani. Ma il “mortorio” in cui sono precipitati molti della destra è altrettanto patetico. Dopo i valzer ballati con Biden, con Trump era emersa una sintonia persino più forte. Perché ideologica nei contenuti e con quella “sbrigatività” nel metodo che qualcuno a destra prova a coltivare e che, soprattutto, vorrebbe applicare.

Sarebbe più salutare prendere atto che ogni paese ha la sua storia, la familiarità con un sistema politico e deideologizzare la lettura delle cose del mondo perché è necessario pensare di più ai problemi di casa nostra … che non mancano.

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