La “feccia” di Vannacci porta gli slogan della “remigrazione” fin sotto le finestre del Papa.
Una stupida idea giuridica e pratica. Come platealmente emerso dalla mancanza di sostanza dimostrata in materia da parte del generale Vannacci nel corso della partecipazione ad una trasmissione della 7 che ha, sì, sancito il riconoscimento del fenomeno che egli rappresenta, ma senza che ne emergesse un impianto solido per un progetto impraticabile, e utile solamente alla propaganda diretta alla pancia della gente.
Se quello che rappresenta questo generale del “mondo al contrario” non fosse davvero pericoloso, si potrebbe dire che, in fondo, c’è tanto clamore per nulla … di nuovo.
Il vero clamore è rappresentato dal fatto che il Futuro nazionale del generale sembra già sconquassare una parte delle certezze della destra di Governo. In effetti, questa estrema demagogia – e ieri a Roma si è assistito ad una vera e propria apologia del fascismo – non dà al momento certezze a Giorgia Meloni e ai suoi alleati, a partire da Matteo Salvini. Porta via consensi nei sondaggi a tutti loro, così come parlamentari. E questa era la destra che ha sempre sbraitato contro i cambi di casacca … La mancanza di originalità, allora – viste le posizioni già note di Matteo Salvini e sostanzialmente sostenute a suo tempo anche da Giorgia Meloni – interroga di più sulle strategie dell’ex uomo di armi, passato senza colpo ferire alla politica.
Non è del tutto infondato chiedersi chi egli abbia dietro. E non c’è da andare troppo fuori strada pensando che Vannacci sta pari pari seguendo un filone oramai consolidato sul piano internazionale. E’ il leit motiv principale di tutta la destra mondiale cui vanno aggiunti gli intenti antieuropeisti. E pensando agli anatemi del MAGA (Make America Great Again) Steve Bannon – che anticipò quelli di Donald Trump – contro Giorgia Meloni, accusata di essere né più né meno che una traditrice, basta aggiungere qualche ingrediente dell’insalata alla russa per non ritrovarci molto lontani dalla risposta alla domanda.
Del resto, questa della “remigration” vannacciana – e cioè impeto di vero e proprio razzismo, visto che l’accanimento è particolare contro gli immigrati di pelle nera – lascia la stessa impronta dell’estrema destra americana. Quella che nel mirino aveva Papa Francesco e, adesso, il successore Leone XIV. Il Papa americano che, però, sin da subito non ha esitato a dire la sua – anche sui migranti – a Trump e al suo vice Vance. Lo ha fatto in modo diretto. Ma anche indiretto, come ha appena confermato la sua visita nelle Canarie, il cui mare è diventato un altro enorme cimitero all’aperto. E lo farà pure il 4 luglio – giorno della festa nazionale degli Usa – quando si recherà a Lampedusa.
E, allora, ci sarà pure da sbagliarsi, ma forse non è un caso che prima di partire con il suo congresso fondativo, il generale Vannacci ha pensato bene di portare i suoi a Piazza Risorgimento, sotto le mura vaticane, dove si sono messi a salutare alla fascista come usava un secolo fa e a gridare scompostamente contro gli immigrati, sia quelli regolari, sia quelli in regola o, addirittura, contro quanti diventano cittadini italiani anche se hanno altro colore della pelle e scarseggiano dei “tratti somatici italiani”. ![]()