Partirei in queste riflessioni da uno spunto che mi viene offerto da monsignor Galantino, fine intellettuale che scrive regolarmente sul Sole cultura e che si sofferma, oggi, sul significato etimologico di “egemonia”, troppo spesso accostata al qualificativo “culturale” in una contesa alquanto paranoica tra la destra e la sinistra della politica nazionale. In maniera chiara egli ci spiega come può valere sia da attitudine al comando, sia come autorevolezza.

Il caso del d. d. l. 1552, a firma del capo Gruppo FdI al Senato, quindi del massimo esponente che ha dovuto soccombere alle disposizioni di Federcaccia (dicasi delle armi), è emblematico quanto alla specifica tendenza e volontà di imporre il proprio diktat da parte della maggioranza al governo del Paese. Ma non è dimostrata né autorevolezza, né perspicacia verso quella mobilitazione popolare sui social, del mondo scientifico ed ecologista che pesa, obiettivamente, ed è davvero impressionante, come mai s’era potuto constatare precedentemente.

Nel merito non si riesce a comprendere la ratio di una legge – l’ennesima – che solleva non pochi dubbi di legittimità rispetto alla normativa U. E. di settore tanto in tema di fauna selvatica e rara, quanto sull’uso delle armi in aree che sono contrassegnate come beni demaniali; così come non è escluso che potranno esser esperite avanti al giudice ordinario questioni di rilevanza costituzionale, con particolare riguardo all’art. 9 della Costituzione (diritto all’ambiente), recentemente approvato a larga maggioranza in Parlamento.

In buona sintesi vengono sottovalutati i seguenti rischi di vario genere:

a) politico-elettorale, cioè la possibilità di una sensibile perdita di consensi alle prossime elezioni;

b) la sicurezza sociale, in quanto qualsiasi cittadino potrà venire impallinato da un neofita e sprovveduto cacciatore che si impossessa di un’arma;

c) naturalistico per la fauna e la biodiversità che costituiscono uno dei pochi vanti, fuori discussione, del nostro Paese.

Ed allora vengo a chiedermi: ne vale la pena?!?

Michele Marino

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