Le idee fanno paura a chi non ce l’ha … e la libertà fa paura a chi non ama la democrazia. Nessuno di noi, ricordando presidenti degli Stati uniti come Kennedy, Regan o Obama, avrebbe mai potuto immaginare un Trump II (la vendetta?) di così basso livello, quella incivile brutalità con cui i suoi agenti “speciali” dell’ICE sparano in faccia, con “naturalezza”, ad una giovane donna statunitense, senza alcun peccato (aveva una amica cattiva, risulta una delle tesi azzardate), arresta ferocemente e incarcera persone sospette di chissà cosa, impedisce le manifestazioni di pubblica protesta che – ricordiamolo – nacquero proprio nel mondo anglosassone! E la RAI, diciamo noi stessi “mamma RAI”, e la stampa conservatrice, ottusa, invece di indignarci, ci asteniamo, ci disinteressiamo e guardiamo semmai alle sole proteste delle donne iraniane (ora neanche tanto) e nulla che ci descriva le proteste contro il “tycoon”.
Sarà pur vero che la bellezza salverà il mondo, ma la guerra e la violenza di Stato e personale lo stanno rovinando, mettendo in seria crisi, sociale, politica e morale. Per non dire della guerra dei dazi che da oltre un anno sta minando pesantemente i rapporti diplomatici, commerciali e istituzionale dell’U.E. con gli U.S.A. E della situazione conflittuale sulla Groenlandia, molto complessa e delicata in generale, imbarazzante particolarmente per Meloni.
Finalmente, di necessità virtù si dice e così i vertici U.E. stanno reagendo in modo apprezzabile e compatto, tranne l’Italia che sta nel “limbo” svizzero … i diritti del popolo groenlandese vanno difesi alla pari di quello ucraino, in linea di principio, dando uno strappo a quella incoerenza ed inconsistenza della politica estera dell’UE che è stata al centro di critiche specialmente da parte delle forze “sovraniste”, che ora non prendono una posizione netta, decorosa e chiara.
E pertanto possiamo riflettere da un lato sulla profonda crisi di valori, civili e umani, che l’America sta attraversando anche nel senso che non riscontriamo una decisa ribellione o non condivisione rispetto al clima di terrore poliziesco, definibile bullismo di Stato, voluto dall’amministrazione Trump; dall’altro il “vecchio continente” si sta riappropriando onorevolmente dei più elementari, essenziali valori quali la libertà, l’indipendenza e l’appartenenza comunitaria e nazionale, erigendosi a paladino della democrazia in un mondo che segna, tristemente, il passo con centinaia di nazioni soggiogate da regimi totalitari o autarchici (vedi Russia e Cina).
Le domande da farsi sono: riusciremo a confermare questo tipo di atteggiamento, valido e positivo, senza farci influenzare dalla superpotenza ricattatrice e dall’indifferenza etico-sociale degli statunitensi? Saremo capaci di consolidare la nostra cultura del diritto, quindi la stessa forza del diritto a scapito del diritto dei più forti?
Spes, ultima dea.
Michele Marino