A dispetto delle grida d’allarme lanciate recentemente dagli economisti statunitensi, milioni di americani più anziani sono tornati a lavorare, mentre sembrava che la stragrande maggioranza di loro stesse per andarsene in pensione.  Quasi il 64% degli adulti di età compresa tra i 55 e i 64 anni ha ripreso a lavorare nello scorso mese di aprile uguagliando il livello del febbraio 2020, cioè i tempi immediatamente precedenti la diffusione della Covid-19.

Le previsioni degli economisti si basavano sul convincimento che la paura del virus avrebbe portato a un’ondata di prepensionamenti, soprattutto per quanti avevano ben guadagnato negli anni precedenti. Così, adesso, ci si interroga se l’attuale andamento, che smentisce le attese,  non sia favorito dall’innalzarsi dei tassi d’inflazione.

Con la riapertura dell’economia e il miglioramento della situazione sanitaria, questi “pensionamenti” sono rimbalzati e recentemente sono tornati più o meno al loro tasso pre pandemico, secondo un’analisi dei dati del governo di Nick Bunker del Indeed Hiring Lab.

Secondo le ricerche in corso, il ritorno al lavoro negli Stati Uniti starebbe interessando le persone con disabilità e con precedenti penali, quelle con poca istruzione e quanti si erano concessi un periodo di tempo lontano dal lavoro per crescere i figli o prendersi cura di genitori malati.  Inoltre, con il riavvio dell’economia dopo la pandemia, molte aziende si sono impegnate nella ricerca di lavoratori per rispondere all’impennata della domanda. Ciò ha spinto a prendere in considerazione candidati che altrimenti avrebbero licenziato