Vergognoso agguato di Palazzo Chigi a Sergio Mattarella. Tutto parte da un “foglio di regime” – la Verità (sic! ) – che ha alzato una palla avvelenata contro il Presidente della Repubblica perché potesse essere schiacciata a terra da quel Bignami che – come gli omonimi libretti su cui studiavano i ciucci – offre la sintesi della qualità della classe politica finita a Palazzo Chigi e dintorni. Capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera con una passione – di cui chi gli vuole bene farebbe bene a parlarne con qualche psichiatra – a  mascherarsi da ufficiale delle SS, Bignami interpreta bene il ruolo di chi rimesta nel peggio di ciò che ci offre la politica dei nostri tempi.

La Verità (sic!) si inventa l’esistenza di una congiura da parte del Quirinale, cioè di Sergio Mattarella. E se le inventa sulla base di alcune affermazioni carpite non si sa come – e sarebbe bene approfondire la cosa in questi bui tempi del disinvolto uso di Paragon ed altri strumenti d’intercettazione illegali – all’ex parlamentare Francesco Saverio Garofali, che il Capo dello Stato ha nominato Consigliere per seguire il Consiglio supremo di Difesa, visto che è stato nel passato Presidente della Commissione difesa della Camera.

Ieri sera in televisione, Italo Bocchino ha fatto capire che ci sarebbe addirittura una intercettazione. Cose su cui, visti i tempi e le spregiudicatezze con cui si spia la gente, sarebbe opportuno fare piena luce. Con buona pace del “garantismo” di cui sbraitando in tanti… ma solo quando fa a loro comodo.

Chissà con chi parlava l’ex parlamentare del Pd mentre si abbandonava al commento che ci sarebbe il bisogno di uno “scossone” alla politica italiana. Che è poi quello che pensano quasi tutti gli italiani, e in particolare quel 50 per cento che non sa più per chi andare a votare. I quali, non a caso, continuano a mettere in cima ai loro apprezzamenti Sergio Mattarella. Certo, d’ora in poi, sono tanti che quelli che al ristorante o in altre occasioni di convivialità farebbero bene, imitando gli inglesi, a parlare solo del tempo.

Tutta questa vicenda, così com’è stata costruita, lascia in ogni caso il marchio di Palazzo Chigi. E, comunque, per dargli un po’ di polpa, il Direttore della Verità (sic!), Maurizio Belpietro, si abbandona alla delirante riflessione che ci sarebbe una continuità negli “sgambetti“ del Colle.

Ma gli elementi offerti, in realtà, non riguardano affatto Sergio Mattarella. Si riferiscono ai predecessori Scalfaro e Napolitano di cui vengono ricordati gli interventi per sostituire Silvio Berlusconi. L’unico accenno all’attuale inquilino del Colle, ma fatto in punta di penna, riguarda la crisi di governo esplosa a ridosso della stagione del Covid quando maturò il passaggio dal Governo Conte due a Mario Draghi.

Commento molto opinabile; dato che quel passaggio, che potrà più o meno fare piacere, fu comunque conseguenza di una crisi interna alla coalizione 5 Stelle PD. E dato che le successive inevitabili, necessarie, consultazioni dei partiti fecero emergere il fatto incontrovertibile che nessuno voleva andare, in quel clima, alle elezioni anticipate. Non a caso, si formò il Governo Draghi che ricevette il sostegno, o l’appoggio esterno, di quasi tutte le principali forze politiche ad eccezione di Fratelli d’Italia. Quindi, semmai, fu quello uno “sgambetto” fatto da numerosa gente e Mattarella ne dovette prendere atto …

E’ evidente che tutta questa manovra è debole ed inconsistente e c’è da pensare che l’obiettivo sia quello di fare pressioni su Mattarella per ben altro… C’entra forse l’Ucraina….

Giancarlo Infante

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