Premessa 

Politica Insieme(CLICCA QUI) ha ricordato l’appello degli ottanta  vescovi delle Aree Interne, sostenuto dal cardinale Zuppi a nome della CEI, a favore di dette aree per evitarne il progressivo spopolamento

Una  risposta è quella di Augusto dell’erba, presidente  di Federcasse  che nella sua relazione annuale (Milano,18/07/2025) ha sottolineato il ruolo delle BCC, presidio contro lo spopolamento delle aree interne essendo l’unica presenza bancaria in 781 Comuni (+ 5,5% su base d’anno) caratterizzati per oltre l’80% da popolazione inferiore ai 5 mila abitanti e per il 15,7% da popolazione tra i 5 mila e i 10 mila abitanti.

Poiché il problema di rimediare al degrado  delle aree interne  riguarda  il 60% dell’intera superficie del territorio nazionale, il 52% dei Comuni ed il 22% della popolazione, è necessario verificare se questo presidio possa contribuire concretamente  a risolvere il problema del degrado di molti territori.

Duplice  problema di asimmetria informativa

Per realizzare concretamente  la proposta è necessario, preliminarmente risolvere un duplice problema di asimmetria informativa. In particolare mi riferisco :

1)legge n.158 /2017 : ha riconosciuto  l’importanza del ruolo dei piccoli comuni ( il 69,9 per cento dei Comuni italiani ed il 94 per cento del territorio nazionale ) per la realizzazione  degli obiettivi di coesione economica, sociale e territoriale di cui all’articolo 3 del Trattato sull’Unione europea. Inoltre, per realizzare  gli obiettivi della legge l’art.2  prevede la possibilità di stipulare concessioni con i diversi livelli di governo locale per garantire  efficienza e qualità dei servizi essenziali, mentre l’art.3 prevede l’elaborazione di un Piano nazionale per la riqualificazione dei piccoli comuni.

Tuttavia, i due articoli non precisano i criteri che assicurino l’equilibrata ripartizione delle risorse a tal fine destinate, limitandosi ad affermare  l’obiettivo va perseguito ”per quanto possibile “.

2)Piano straordinario  per lo sviluppo delle aree interne del Ministro Foti: ammette di non essere riuscito a risolvere quella che definisce come la criticità più importante: la difficoltà nei rapporti interistituzionali.

Questo avviene perché, riferendosi all’impostazione della c.d legge Calderoli sull’Autonomia differenziata (legge n.34/2024), affida la soluzione del problema ad una sorta di conferenza di servizi, rappresentata  dalla cabina di regia come fosse  ancora  in vigore la vecchia P.A. per Procedure, invece abolita dal  I/01/2016.  La conseguenza è un’assoluta discrezionalità che consente una proposta del tutta aberrante nel senso di riservare gli interventi solo ai comuni che presentano concrete possibilità di sviluppo, abbandonando definitivamente tutti  gli altri comuni, ed affidando questa distinzione  a criteri del tutto arbitrari.

Ora, questa politica economica che rifiuta la possibilità di fornire a tutti i comuni delle aree interne i servizi essenziali  è stato il motivo fondamentale della bocciatura, da parte dell’Agenda 2030, di tutte le strategie per lo sviluppo sostenibile approvate dalle regioni e, pertanto, non può essere presa in considerazione.

 La responsabilità sociale delle istituzioni

Per capire l’importanza del presidio  delle  BCC delle aree interne bisogna tener presente che oggi  si  assiste  nel settore pubblico ad una forte spinta evolutiva degli strumenti di governance delle istituzioni pubbliche  che promana dall’esigenza di far emergere e di dare adeguata importanza agli aspetti ambientali e sociali della gestione della Pubblica Amministrazione. Ne è derivata  la responsabilità sociale delle istituzioni   che significa, anzitutto, svolgere le proprie funzioni nel migliore dei modi, dato un certo  contesto di conoscenze e di vincoli.  Quindi, non solo riferirsi alla norma esatta, ma anche coinvolgere nei processi decisionali e nella definizione delle politiche pubbliche i portatori d’interessi istituzionali (Stakeholder) per soddisfare le loro attese di benefici derivanti non solo dall’esistenza delle istituzioni, ma anche, e soprattutto, dal funzionamento e dal continuo miglioramento delle stesse.

Pertanto, nel nostro caso, la  responsabilità sociale delle istituzioni comporta la necessita

  • di non limitarsi solo al riferimento alla nuova normativa ma anche a prendere atto che il contesto di difficolta  applicative  determinato dalla sostituzione della vecchia P.A per Procedure  con la nuova P.A. e per Risultati  rende necessario il ricorso  nei processi decisionali  a dette testimonianze della reale possibilità di conciliare l’aspetto giuridico con quello economico imposto dal  nuovo Buon Andamento della. P.A.A .
  • l’abilitazione delle B.C.C.a portatrici d’interessi istituzionali. A tal fine è importante tener presente che, come ha affermato il presidente  Augusto dell’Erba, il presidio  delle arre interne da parte delle BBC  è partecipativo  e consapevole del territorio perché l’elemento costitutivo dell’efficacia mutualistica delle BCC  è rappresentato dall’assicurare un sostegno e un sempre più raro accompagnamento alle specifiche esigenze delle comunità di appartenenza le  quali democraticamente li hanno eletti”.

Ora “il vantaggio competitivo” delle BCC e rappresentato dal fatto che il sostegno alle comunità locali, sempre più abbandonate, è fondato sullo schema generale di  Antonio Genovesi  che per primo  ha unito   all’osservanza della Legge anche la considerazione degli effetti economici  dell’attività amministrativa (Michele Troisi 1939) recepito poi dalla Riforma costituzionale nel 2012 che ha dato rilevanza giuridica alla duplice valenza giuridica ed economica del  modello  /Antonio Genovesi.

Infatti, le BCC non avendo come scopo la distribuzione di utili ai soci, ma la loro destinazione   a  finalità di utilità sociale per  promuovere  l’inclusione, la solidarietà e lo sviluppo sostenibile, hanno sempre dovuto conciliare  l’osservanza della regolamentazione giuridica dell’erogazione del reddito con la valutazione degli effetti economici  della destinazione degli utili a dette finalità sociali.

In altri termini, con riferimento al TU del 1993 si può dire che le BCC possono contare su un’esperienza di conciliazione del profilo  giuridico con quello economico, maturato ben  24 anni prima della riforma che sostituendo il Patto di Stabilità  con l’equilibrio di bilancio, ha imposto a tutti gli enti locali la duplice valenza giuridica ed economica  della  nuova P.A. per Risultati.

Pertanto, nel nostro caso, la responsabilità sociale delle istituzioni comporta la necessita  di non limitarsi solo al riferimento alla nuova normativa, ma anche a prendere atto che il contesto di difficolta  applicative,  determinato dalla sostituzione della vecchia P.A per Procedure  con la nuova P.A. e per Risultati,  rende necessario il ricorso  nei processi decisionali  a lletestimonianze della reale possibilità di conciliare l’aspetto giuridico con quello economico imposto dal  nuovo nuon andamento della P.A.

Di qui l’abilitazione delle BCC a Portatrici d’Interesse istituzionale basata sul merito di aver saputo interpretare la fine dell’impermeabilità alla scienza economica dellaP.A., molto tempo prima della riforma costituzionale del 2012. Infatti, hanno dimostrato  ai cittadini che e possibile superare gli ostacoli interpretativi del  nuovo contesto normativo e realizzare la nuova P.A.per Risultati, traendo  cosi beneficio non solo dall’esistenza, ma anche dal funzionamento e dal continuo miglioramento delle istituzioni pubbliche. Obiettivo  raggiungibile grazie all’individuazione  di un oggettivo criterio di virtuosità finanziaria , la  misurabilità empirica delle interdipendenze fiscali, che assicura l’elaborazione dei  Piani  strategici delle citta metropolitane atti a garantire l’equilibrata ripartizione delle risorse destinate ad assicurare efficienza e qualità dei servizi essenziali   della citta metropolitana ed anche alle Aree interne. In tal modo, i comuni di detti territori  non rappresentano più  l’elemento critico nell’elaborazione dei Piani strategici delle Aree metropolitane  perché, non accentuando la discontinuità del territorio metropolitano, rendono possibile l’articolazione ottimale delle reti di servizi da gestire in forma associata.

Chi paga ?

Il costo di questa riqualificazione  non graverà  sul bilancio  degli enti locali o dello stato, ma sui fondi PNRR a  debito  UE a costo  particolarmente basso da restituire dopo il 2028 con un  ammortamento trentennale. Pertanto, il maggior aumento di produttività della P.A locale, derivante dall’eliminazione  della spesa storica genererà,  i flussi di cassa aggiuntivi necessari per recuperare il  contenuto costo del debito con l’UE.

Conclusioni

La tesi del Presidente Augusto dell’Erba di un  presidio da parte delle BBC delle Aree Interne  partecipativo e consapevole delle specifiche esigenze  del territorio  trova conferma dalla sua proiezione in termini di finanza locale. Infatti, l’attualità del Modello Antonio Genovesi /Carlo Cattaneo abilita le BCC come portatrici d’interesse istituzionali per il  vantaggio competitivo di aver  attuato la conciliazione dell’aspetto giuridico con quello economico dell’attività amministrativa ben  24 anni prima della normativa che ha imposto ai comuni  la duplice valenza giuridica ed economica della P.A. PER Risultati. Di qui la necessita di un coinvolgimento delle BBC nelle decisioni pubbliche perché dimostrino agli amministratori  che e possibile superare gli ostacoli interpretativi del  nuovo contesto normativo e realizzare la nuova P.A. per Risultati.

Viene cosi garantita l’equilibrata ripartizione delle risorse destinate ad assicurare efficienza e qualità dei servizi essenziali  anche alle Aree interne che riqualificate a soggetti attivi del riequilibrio territoriale, eliminano  la “metropolizzazione “progressiva della popolazione italiana, nella prospettiva di ripresa e resilienza del Sistema Paese.

Antonio Troisi

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