Le recenti elezioni comunali di Lecco hanno riportato il centrodestra al governo della città. Per chi, come me, ha scelto di candidarsi alla guida di una lista civica autonoma, il risultato finale non coincide perfettamente con l’obiettivo che ci eravamo prefissati. Eppure, sarebbe un errore leggere questa esperienza soltanto in termini di vittoria o sconfitta.
La lista Orizzonte per Lecco, costruita in pochi mesi attorno a un progetto civico e amministrativo, ha raccolto un consenso significativo e conquistato una rappresentanza in Consiglio comunale. Un risultato che assume particolare rilievo in una fase politica caratterizzata da una crescente polarizzazione e nella quale gli elettori vengono spesso chiamati a scegliere tra schieramenti contrapposti senza trovare spazi adeguati per proposte autonome, nel posizionamento e nei contenuti, autenticamente popolari e, quindi, riformatrici.
La nostra esperienza ha dimostrato che questo spazio esiste ancora. Esistono cittadini che chiedono una politica fondata sulla competenza, sulla credibilità personale, sul radicamento nella comunità e sulla capacità di affrontare concretamente i problemi. Una politica che non si esaurisca nella comunicazione o nella contrapposizione permanente, ma che torni a essere servizio e costruzione del bene comune.
Durante la campagna elettorale abbiamo incontrato molte persone che, pur provenendo da storie e sensibilità differenti, condividevano l’esigenza di superare le logiche delle appartenenze rigide. Professionisti, amministratori, giovani, esponenti del volontariato, del mondo economico e dell’associazionismo hanno trovato un terreno comune nell’idea di una città più coesa, più attrattiva e più capace di valorizzare le proprie risorse. Non è difficile riconoscere, in questa impostazione, alcuni dei tratti caratteristici della cultura politica popolare e del cattolicesimo democratico: centralità della persona, sussidiarietà, attenzione ai corpi intermedi, responsabilità amministrativa, ricerca del dialogo come metodo ordinario dell’azione politica. Principi che hanno contribuito alla crescita del Paese e che conservano ancora oggi una straordinaria attualità.
Per questo l’esperienza di Lecco può offrire qualche spunto di riflessione anche oltre i confini locali. In una stagione nella quale molti lamentano l’assenza di un’area politica capace di rappresentare un’area popolare, europeista e riformatrice, occorre interrogarsi sulle forme attraverso cui questa domanda possa trovare espressione. Le esperienze civiche, quando non sono semplici contenitori elettorali ma luoghi di partecipazione reale, possono rappresentare laboratori importanti per ricostruire una presenza politica radicata nei territori e nelle comunità. In questo senso, anche il contributo di Insieme conserva una funzione preziosa, non tanto quella di rincorrere le dinamiche degli schieramenti, quanto di tenere viva una cultura politica che mette al centro la persona, la comunità e la responsabilità. Una cultura che non si limita a testimoniare valori, ma si misura con il governo dei problemi concreti.
A Lecco continueremo questo percorso dai banchi del Consiglio comunale, con uno spirito costruttivo e libero, senza pregiudiziali, ma anche senza rinunciare alle nostre idee, convinti che la buona politica nasca anzitutto dall’ascolto, dalla competenza e dalla coerenza personale. Il risultato elettorale ha indicato chi governerà la città nei prossimi anni, ma ha anche mostrato che esiste una parte significativa di cittadini che continua a credere in una politica diversa: meno gridata, più responsabile; meno ideologica, più concreta; meno orientata allo scontro, più impegnata a costruire comunità. È una fiducia che merita di essere coltivata. E che rappresenta il patrimonio più importante lasciato da questa esperienza.
Mauro Fumagalli