Il vice chairman di Microsoft, Brad Smith, ha annunciato la necessità di avere a disposizione più lingue europee per l’Intelligenza Artificiale generativa. Il colosso americano ha preso atto che la predominanza dell’inglese nei Large Language Models – Llm- trascura le lingue del vecchio Continente con il relativo carico di storia e di cultura. “ Sebbene solo il 5% della popolazione mondiale parli inglese come prima lingua “, ha spiegato il manager, ” i testi in inglese costituiscono la metà dei contenuti web, dominando i dati utilizzati per addestrare i modelli di intelligenza artificiale “. Dunque, bisogna aprirsi all’Europa.
La cultura europea
Un’Intelligenza Artificiale che non comprende le lingue, la storia e i valori dell’Europa non può servire appieno i suoi cittadini, le imprese e il futuro, hanno ragionato in Microsoft. Dove hanno pensato bene di lanciare due nuove iniziative. La prima, promuoverà un Llm multilingue con programmatori europei doc dell’ Università di Strasburgo. La seconda, amplierà il programma Culture AI di Microsoft, con l’obiettivo di salvaguardare il patrimonio culturale europeo tramite repliche digitali. In questo caso si partirà con la storia di Notre Dame a Parigi e la collaborazione sarà con il Ministero della Cultura francese. Le due iniziative, come si vede, guardano entrambe alla Francia come Paese strategico per comprendere e diffondere la cultura europea. Microsoft sta pensando anche di digitalizzare migliaia di scenografie dell’Opera National de Paris e addirittura 1milione e mezzo di manufatti del Musée des Arts Décoratifs. Tutto, sempre per adeguare i linguaggi dell’IA con la tradizione europea.
Che Intelligenza è?
Ma Smith e i suoi collaboratori probabilmente avranno studiato anche i dati sulla diffusione dell’Intelligenza Artificiale nell’industria francese – 10% rispetto alla media Ue del 13%- e tra i giovani. Un calcolo economico e di redditività dell’applicazione che ci può stare. Ma basta misurare l’impatto dell’Intelligenza Artificiale in campo industriale, nelle transazioni economiche, finanziarie, per “privilegiare” un Paese europeo rispetto a un altro. All’Italia, tanto per dire ? Un tempo forse no. Le culture andavano indagate a fondo e le lingue, che ne sono l‘espressione più autentica, andavano attentamente selezionate secondo principi fondativi. Come italiani, allora, dovremmo chiedere a Microsoft di riaprire i libri di storia e di arte per dare il giusto risalto alla tradizione latina, alle migliaia di opere d’arte, a Dante, ai monumenti, ai musei, a tutto ciò che in secoli abbiamo esportato( Francia inclusa) e che oggi arricchirebbe gli Llm di IA. Credo che non accadrà. Nessuno telefonerà a telefonerà a Brad Smith. In fondo l’IA è un business che non conosce confini.
Nunzio Ingiusto
Pubblicato su www.italianotizie24.it/