Secondo una ricerca, pubblicata sulla rivista Geophysical Research Letters, lo scioglimento del ghiaccio marino nell’Artico ha subito un drastico rallentamento negli ultimi 20 anni e non ha mostrato cambiamenti significativi nel corso del2005.
La cosa è sorprendente perché le emissioni inquinanti continuano a crescere portando a significativi cambiamenti climatici e a vampate di calore anomalo. I ricercatori se la spiegano con le variazioni pluridecennali naturali delle correnti oceaniche che hanno limitato lo scioglimento dei ghiacci compensando il continuo aumento delle temperature globali. Questi fenomeni hanno interessato molte correnti che dall’Atlantico e dal Pacifico indirizzano verso l’Artico masse d’acqua marina più calde. E gli scienziati invitano a non abbassare la guardia perché tutto fa ritenere che lo scioglimento riprenda a un ritmo circa doppio nei prossimi cinque-dieci anni.
I ricercatori ricordano che rispetto al 1979, quando iniziarono le rilevazioni satellitari, la superficie del ghiaccio marino si è dimezzata e, dunque, niente fa pensare che quello artico si stia riprendendo.