Lasciamo stare la scelta per il Sì o per il NO al Referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati. Di questo abbiamo parlato e continueremo a parlarne.

Il punto del giorno è che la richiesta avanzata dal Ministero della Giustizia di ricevere dall’Associazione Nazionale Magistrati l’elenco dei finanziatori del Comitato per il No è uno strafalcione da matita blu. E siamo autorizzati a chiederci se al Ministero ci sia qualcuno che abbia studiato Diritto.

Il “Comitato Giusto dire No”, infatti, ha natura privatista. Come la Anm, anch’essa soggetto giuridico privato. Non a caso è un’associazione. E le associazioni sono ben definite e regolate da una serie di articoli del Codice civile. Il Ministro e il Ministero non possono chiedere alcunché. E, infatti, niente riceveranno.

A Via Arenula, dove ora dirige Carlo Nordio, neppure sanno che esiste la Legge sulla privacy che regola la gestione di dati sensibili delle persone.

Boh? Mah? Che cosa dobbiamo pensare? Neppure la polemica e la paura di perdere il Referendum autorizzano simili asinerie. Siamo messi proprio male. Perché regna la mala fede come conferma anche il fatto che la stessa richiesta non è stata fatta al Comitato per il Sì. Poveri noi in che mani siamo finiti e dove ci avventureremo con questi che hanno voluto la legge finita a referendum?

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