Noi, cittadini-contribuenti siamo sempre in fiduciosa attesa, o meglio religiosa speranza, affinché la politica, quella tipica espressione del potere gestionale e di una preponderante influenza sull’opinione pubblica  – invece che al servizio della “res publica” – apra bene gli occhi fuori dal mondo ovattato delle “stanze dei bottoni” di viale Mazzini 14. E intanto non possiamo non registrare una serie variegata e intollerabile di magagne, deficienze e prevaricazioni, gravi dal punto di vista etico o, quanto meno, del buon senso.

Siamo altrettanto speranzosi, magari ingenuamente, che la Commissione parlamentare di Vigilanza RAI (ai cui componenti spetta un lauto gettone di funzione) s’incarichi di svolgere una reale attività di controllo, monitoraggio e pungolo sull’emittente radiotelevisiva di Stato, diversamente da quanto accade da qualche legislatura in qua.

Premesso che il nostro sistema d’informazione non brilla particolarmente per la propria indipendenza e libertà di pensiero dall’apparato istituzionale e finanziario, non penso proprio che il comune utente s’aspetti facilmente critiche schiette e perentorie sull’operato di Infantino, megagalattico presidente FIFA, per il tragicomico selfie sulla bara del mitico Pelè; né, tanto meno, sulla premier che aveva promesso solennemente l’abolizione delle accise dal costo dei carburanti in quanto “scandalosa” (emulando, addirittura, il geniale collega Salvini ….). Tuttavia, gli accadimenti vergognosi a carico della RAI sono parecchi e non trascurabili affatto, come ad esempio alcuni davvero rimarchevoli quali:

a) l’aver delegato l’ottimo Sigfrido Ranucci a denunciare la corrotta e scellerata organizzazione dei Mondiali di calcio in Qatar con i 6.500/900 operai vittime dei lavori di costruzione degli stadi a condizioni disumane, purché in tempi rapidissimi; così come Massimo Gramellini ha “mandato all’inferno” il potente Infantino, senza alcun timore, per lo squallido episodio di cui sopra;

b) dopo aver promosso come conduttrice dello speciale sui mondiali una gentil signora priva di voce, si trasmetteva uno squallido teatrino tra quattro amici al bar (Cassano, Vieri ed il commentatore Lele), di pochi minuti ma – s’immagina – molto ben remunerati, i quali avrebbero dovuto allietarci a seguito della mancata partecipazione alle gare mondiali, ma in effetti si divertivano soltanto loro e tra loro con stupide risatine!;

c) nessun rilievo critico in merito al prossimo Festival di San Remo (per l’ennesima volta condotto da Amadeus), i cui ospiti saranno tutti, rigorosamente, stranieri e che riserverà un posto d’onore anche ad una artista (?) che s’è presa giuoco del Covid con il suo modo di fare;

d) aver declassato, qualche mese fa, uno dei più qualificati giornalisti, l’anchorman Francesco Giorgino, assegnandolo in modo antisindacale  ad un ruolo di secondo piano;

e) aver biasimato e messo sotto accusa, pregiudizialmente e quindi in parte falsa, i giovani ecologisti che hanno semplicemente imbrattato – e non danneggiato! – palazzo Madama oscurando l’importanza del loro, coraggioso gesto di protesta contro l’indifferenza e l’incuria, entrambe preoccupanti,  da parte dei comuni cittadini, come del potere politico con responsabilità ben differenti, verso il dramma planetario, sempre più incombente, del cambiamento climatico e dei disastri catastrofali che esso sta provocando di giorno in giorno anche nel nostro Paese. A tal riguardo, udite – udite! Le redazioni dei telegiornali di “mamma RAI” si sono avventurate in un’affermazione, apodittica e del tutto singolare cioè tutt’altro che indiscutibile: si tratta di “notizie non accettabili”. Ora siamo tanto curiosi se ci erudiscono sui criteri, oggettivi e trasparenti, dell’accettabilità o meno di notizie su cose accadute e di chi sia chiamato a svolgere questo, delicato ma decisivo compito di censurare la pubblicità di fatti e notizie che, peraltro, sono di massima attualità e generale interesse … di tutti noi, ma non delle redazioni del network che svolge il servizio pubblico radio televisivo in Italia!

Michele Marino