Cominciamo male. Come da copione. Con un mix preoccupante di arroganza e di incultura politica. Ma non c’è da sorprendersi.

La Meloni ha tutta l’aria di voler dettare l’agenda a Mattarella, ma forse ha dimenticato che viviamo entro un ordinamento democratico rappresentativo e parlamentare. E non nell’anticamera di un regime “presidenzialista” che la leader di Fratelli d’Italia ha tutto il diritto di proporre agli italiani,  pur di assecondare i suoi “desiderata”. Salvo il fatto che altri hanno il diritto di sottolinearne una interpretazione distorta della lettera e dello spirito della Costituzione.

Il Presidente della Repubblica non è un notaio asettico, bensì il garante della Costituzione. Il suo compito prevede che chiami a formare il governo l’esponente politico che, in quel determinato frangente, ha le maggiori chance per giungere alla formazione di una maggioranza parlamentare stabile. Se tale figura coincidesse con il leader del partito più votato dagli italiani, e se tale esponente fosse la Meloni, nessuno si sorprenderebbe che il Capo dello Stato orienti in tal senso la sua scelta, legittima e doverosa. Ma il 25 settembre gli italiani sono chiamati ad eleggere il Parlamento.
punto!

Non lo devono fare in un contesto politico che alluda ad una lettura para-presidenzialista del nostro sistema istituzionale e neppure sono chiamati ad eleggere una sorta di “sindaco d’Italia”. Ad ogni modo, è sempre più evidente che la proposta politica della Meloni non va oltre il “combinato disposto” di presidenzialismo e sovranismo nazional-populista. Cioè una miscela che, lasciata correre per il suo verso, va ad arenarsi in una postura almeno di adesione fredda e formale, se non di schietto scetticismo, nei confronti dell’ideale europeo.

Per il resto – vedi i contorsionismi sulla “flat tax” – Giorgia Meloni non è affatto il faro che vorrebbe apparire, ma è costretta a zigzagare, mediando tra le proposte degli altri attori del polo di destra, che, al di là della pax elettorale che deve necessariamente osservare, è meno corso di quanto voglia far credere. Sottili rime di frattura già emergono. Non mancheranno, dovessero tutti loro approdare al governo del Paese, le occasioni per via via allargarsi.