Sta circolando in rete l’intervista concessa da Matteo Salvini ad una emittente televisiva israeliana(CLICCA QUI). Un politico straniero ci avrebbe fatto morire dal ridere, questa è invece davvero imbarazzante per un italiano, “patriota” o meno convinto che sia. Per la brutta figura che a livello planetario il Vicepresidente del consiglio ha fatto fare a se stesso e a tutti noi. Dopo tutte le sue compiacenti dichiarazioni a favore di quel che sta facendo Netanyahu a Gaza e in Cisgiordania, infatti, il nostro è clamorosamente inciampato nel momento in cui gli è stato chiesto conto di sue precedenti dichiarazioni in cui paragonava il Primo ministro israeliano a Putin, da lui accumunati nella simile volontà di non trovare la pace.
Salvini credeva di giocare in casa e di ricevere comunque applausi a scena aperta dimenticando che al di là dei confini della Patria i giornalisti cercano di restare sempre tali. Se non altro per salvare la loro faccia, anche in vista dei tempi futuri. E chi lo intervistava non poteva far finta di non aver letto le precedenti dichiarazioni del nostro.
Quelli della maggioranza sono corsi a precisare che la politica estera la decidono Giorgia Meloni e Antonio Tajani, ma la toppa è servito a poco. Adesso e in tutte le altre occasioni in cui Salvini gioca con i “trenini” della politica mondiale in cui non nasconde mai i suoi sentimenti filo Putin, filo Trump e filo Netanyahu. Ma intanto va in malora il settore di cui egli dovrebbe occuparsi realmente, visto che l’Italia non è solo ferma ai miliardi investiti nel Ponte sullo Stretto di Messina. E a ricordare come vanno le cose c’ha pensato Altroconsumo che ha monitorato 54 linee ferroviarie per 43 giorni consecutivi.
La conclusione è che dei Frecciarossa di Trenitalia – di cui sono stati monitorati circa 1.000 treni su alcune delle tratte più utilizzate in Italia – il 31% arriva oltre l’orario previsto e che sulla tratta Milano Centrale – Roma Termini e viceversa i treni in ritardo sono rispettivamente il 18% e il 25%. Insomma, una corsa su quattro non arriva a destinazione secondo gli orari programmati e si può dire che il treno veloce Roma Milano non esiste più.
Il servizio Intercity fa piangere ancora di più pendolari e viaggiatori. In media, i Frecciabianca e i Frecciargento, nel 40% dei casi, non rispettano gli orari comunicati ai passeggeri. Sul Roma Termini – Taranto i treni arrivano in ritardo in circa il 60% dei casi rilevati. Stendiamo un velo ancora più pietoso sui convogli per i pendolari. ![]()