Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha annunciato un nuovo piano per accogliere in più fino a 30.000 migranti al mese e, al tempo stesso, rendere più facile il rimpatrio di altri in Messico. L’obiettivo è quello di ridurre il numero di quanti tentano di attraversare illegalmente il confine USA-Messico. “Questo nuovo processo è ordinato, è sicuro ed è umano”, ha detto Biden. Il piano riguarda in particolare gli immigrati provenienti da Cuba, Nicaragua, Haiti e Venezuela allargando il novero dei cittadini provenienti finora da Guatemala, Honduras e di San Salvador.

Contrastanti le reazioni al piano annunciato. Assieme a quanti ritengano che possa essere efficace, altri hanno esprimono preoccupazione per il fatto che un numero maggiore di migranti possa essere trasferito in condizioni non sicure o disumane in Messico.

Secondo quanto annunciato da Biden, anche ai cittadini dei nuovi quattro paesi aggiunti alla lista verrà offerto un percorso legale sulla base della presentazione di una domanda d’ingresso negli Stati Uniti, dove potranno vivere e lavorare per un massimo di due anni. Per essere idonei, i migranti devono dimostrare di poter godere di una sistemazione finanziaria adeguata negli Stati Uniti, come può essere quello costituito da un lavoro o da sponsor. Intanto, però, gli immigrati non devono tentare di entrare illegalmente negli Usa.

Il piano è reso possibile dall’accordo raggiunto con il Messico in base al quale le autorità di quest’ultimo non riprenderanno entro i propri confini solamente migranti messicani insieme a quelli di Guatemala, dell’Honduras e di San Salvador esteso ai venezuelani lo scorso ottobre. Secondo i funzionari all’emigrazione degli Stati Uniti, comunque, quel precedente accordo aveva fatto registrare un calo del 90% del numero dei venezuelani in arrivo al confine tra Stati Uniti e Messico e del numero di migranti che preferivano mettere a rischio la vita mettendosi nelle mani dei trafficanti di esseri umani.

Il nuovo piano di Biden prova a rispondere alla drammatica situazione che si è creata in materia di immigrazione che ha fatto registrare nel corso del 2022 il fermo alla frontiera di due milioni di persone con un aumento del 24% rispetto all’anno precedente.